La vita, per tutte le sfacciate assurdità, piccole e grandi, di cui beatamente è piena, ha l’inestimabile privilegio di poter fare a meno di quella stupidissima verosimiglianza, a cui l’arte crede suo dovere obbedire.
(Luigi Pirandello, Avvertenza sugli scrupoli della fantasia)
Le parole con cui Luigi Pirandello difendeva la verosimiglianza del suo Il fu Mattia Pascal potrebbero benissimo essere applicate ad Argo, produzione americana che gioca (e vince l’Oscar come miglior film) con uno degli episodi più incredibili della storia recente. La regia pulita e rigorosa di Ben Affleck ricostruisce infatti il piano Canadian Caper, messo in piedi dalla Cia per portare in salvo fuori dall’Iran sei cittadini statunitensi sfuggiti all’assedio dell’ambasciata americana a Teheran il 4 novembre 1979. La gravissima crisi diplomatica fra Usa e Iran all’indomani della rivoluzione islamica – con la fuga oltreoceano dello scià Reza Pahlavi e l’insediamento al potere dell’ayatollah Khomeini – tocca il dramma, si tinge di farsa, sfiora la tragedia fino al colpo di scena e alla risoluzione finale.
Ben Affleck riesce nell’impresa di creare ansia e aspettativa per una storia di cui si conosce già il finale. Così, si segue con il fiato sospeso la fuga dei diplomatici verso l’abitazione dell’ambasciatore canadese e la ricerca disperata di un modo per consentir loro di lasciare il Paese. Affleck riserva per sé il ruolo di Tony Mendez, agente della Cia che inventa una finta produzione cinematografica, mobilita Hollywood e la stampa per far pubblicizzare un film, Argo appunto, che in realtà non esiste e serve solo come gigantesca copertura per far fuggire i diplomatici spacciandoli per membri di una troupe canadese.
La ricostruzione cinematografica di eventi storici corre sempre il rischio di cedere a un’eccessiva drammatizzazione, al gusto per toni epici e celebrativi. Il merito di questo film sta invece nel rigore con cui Affleck rievoca la tensione, il contesto storico, il clima politico di uno dei momenti più delicati degli ultimi decenni. Realtà e finzione si mescolano continuamente, si ribaltano, si fondono in una bolla surreale eppure autentica. È il miracolo dell’arte che confonde, affascina, inganna fino al punto da far sembrare verosimile agli intransigenti guardiani della rivoluzione l’idea strampalata di un film di fantascienza girato proprio in Iran, nel mezzo di una gravissima crisi diplomatica. È il potere della finzione, del sogno che per un attimo – quello decisivo – ci porta in un mondo altro, beatamente ciechi e dimentichi della realtà.
Film: Argo
Regista: Ben Affleck
Nazione: Usa
Anno: 2012

