
Nascosta, quasi protetta dagli stretti vicoli di Diyarbakır, capitale virtuale del Kurdistan turco, sorge la chiesa armena di Surp Giragos, recentemente ristrutturata e rimessa in funzione dopo decenni di abbandono. Risalente al XV secolo, la più importante chiesa armena del Medio Oriente fu parzialmente distrutta durante gli anni del genocidio armeno, nel 1915-16, e lasciata in rovina per quasi un secolo. La sua struttura era molto particolare: custodiva ben sette altari, mentre il tetto era ricoperto con terra proveniente dalla regione circostante. Negli anni ’60, il governo turco ha nuovamente affidato la chiesa alla comunità armena della città. I lavori per rimetterla a nuovo sono iniziati nel 2008, e la messa inaugurale – di portata storica – è stata celebrata nell’ottobre 2011. Il complesso oggi si apre ai visitatori che hanno la curiosità di bussare alla sua porta: ad accoglierli c’è un piccolo chiosco, con alle pareti pannelli che raccontano la storia di questo gioiello e diverse iscrizioni in armeno. Il restauro della chiesa è anche il segno di un Paese che cambia e prova a riconciliarsi con il proprio passato: proprio negli scorsi giorni Yervant Bostancı, musicista armeno in esilio volontario dal 1992, ha annunciato di voler tornare a Diyarbakır, sua città natale, accettando l’appello del sindaco della città e delle autorità turche al ritorno in patria delle minoranze.
