
Inevitabile, dopo i fatti di Boston, ripensare all’11 settembre 2001. Un attentato di ben altra portata e, sembra, di matrice diversa, che però ha in comune con l’altro il fatto di aver per sempre segnato più vite umane di quante non ne abbia spezzate. Molta della letteratura e della cinematografia sull’11 settembre si è focalizzata sullo stress post traumatico subito dal popolo newyorkese come conseguenza degli attacchi. Alcune di queste opere si sono limitate a ricordare, esprimere solidarietà alla città, celebrarne la sopravvivenza e la rinascita.
Land of Plenty è un film di un regista non americano (seppur innamorato dell’America e dei suoi paesaggi) e si vede: in pochi hanno saputo offrire un punto di vista evidentemente esterno, così totalizzante e al di sopra delle parti come ha fatto Wim Wenders in questa sua opera del 2004.
Il dolore di New York è il dolore dell’umanità devastata dalla guerra; una guerra generata dagli interessi di pochi ma combattuta a nome, e soprattutto ai danni, di tutti.
Lana (Michelle Williams) è figlia di missionari americani; all’inizio del film è su un aereo per Los Angeles, torna in patria per iniziare gli studi dopo l’infanzia e l’adolescenza vissute fra Africa e Medio Oriente. Ad accoglierla un collega del padre, presso la cui missione la ragazza vive e lavora. Ha un chiodo fisso: ritrovare suo zio Paul, con il quale inutilmente sua madre, sorella di Paul, ha cercato di comunicare per lettera prima di morire.
Dopo l’11 settembre, e in conseguenza di un trauma post-guerra del Vietnam che non ha mai pensato di curare, Paul (John Diehl) ha messo su un’agenzia investigativa ambulante dotando il suo furgone di microfoni e telecamere. È particolarmente ossessionato da arabi e pakistani (di cui i sobborghi di Los Angeles abbondano) in possesso di agenti chimici di qualunque tipo.
È un personaggio bizzarro, amaramente ridicolo, che l’incontro con la nipote cambierà profondamente. Quando il pakistano Hassan verrà assassinato davanti alla missione, i due si recheranno insieme a riportarne il corpo al fratello: Lana mossa da pietà cristiana, Paul da scopi investigativi. L’incontro ravvicinato col “nemico” e il suo dolore aiuterà Paul a cambiare prospettiva, e in questo Lana lo aiuterà profondamente, lei che ha vissuto l’11 settembre “dall’altra parte”, e che ha raggiunto la consapevolezza di chi ha visto uomini accecati dalla ideologia, ma anche gente comune stanca dell’odio e del sangue quotidianamente sparsi in suo nome, e contro la sua volontà.
Caratterizzato da una colonna sonora coinvolgente, tra cui l’omonima canzone di Leonard Cohen, Land of Plenty è, fra le altre cose, un film sulla tolleranza e sull’aiuto reciproco, basati, se non altro, sul riconoscere che il senso di dolore, di disfatta, di rimorso, di speranza e di rinascita è comune all’intera umanità, a tutte le latitudini.
Film: Land of Plenty
Regista: Wim Wenders
Attori principali: Michelle Williams (Lana), John Diehl (Paul), Shaun Toub (Hassan)
Anno: 2004
Paese: Germania
