Lento, quasi immobile. Come la vita di chi ha perso un figlio e si è fermato lì, a quell’attimo sempre più lontano eppure sempre presente. È la percezione di questa lentezza che contraddistingue Muffa, opera prima del regista turco Ali Aydin, storia di un uomo che non si rassegna alla scomparsa del figlio, studente universitario, di cui si sono perse le tracce 18 anni prima. La colpa? Aver contestato le autorità turche: il riferimento è ai “desaparecidos” curdi degli anni ’90, migliaia di persone arrestate o fatte sparire all’interno di un conflitto che in trent’anni ha causato quasi 40mila vittime. La grande storia diventa una patina marcescente, una muffa appunto, che logora l’anima di chi aspetta notizie e si ostina a scrivere ogni mese al governo per avere indietro quel figlio o almeno un corpo su cui piangere.
L’immobilità va di pari passo con la solitudine, con l’isolamento di un uomo che vive in una modesta casa di un paese di montagna e di lavoro fa il guardiano di binari, percorrendo ogni giorno centinaia di chilometri accompagnato solo dalla radiolina regalatagli dal figlio. La svolta, dopo anni di intimidazioni, incomprensioni e torture da parte delle autorità, arriva nella persona di Murat, funzionario governativo che sotto la compostezza austera del suo ruolo nasconde un’umanità capace, se non di capire, almeno di venire incontro alla richiesta caparbia e forte di un padre stanco.
Anche la svolta però arriva silenziosa, non fa rumore, sembra uniformarsi a quell’immobilità un po’ triste. Così, il film si ripiega attorno alla figura di un uomo dolente, ne coglie la sofferenza in ogni passo lento, in ogni respiro affannoso, in ogni cenno del capo perennemente chino. Ma il tocco del regista non cede mai al dramma, al dolore scomposto: il racconto scivola attraverso il silenzio, le inquadrature fisse, il paesaggio dell’Anatolia che avvolge il protagonista e fa da cornice perfetta alla sua solitudine e al suo viaggio paziente verso l’ultimo, effimero, ricongiungimento.
Film: Muffa
Titolo originale: Küf
Regista: Ali Aydin
Nazione: Turchia, Germania
Anno: 2012
