Fausto De Stefani, genti e montagne dell’Himalaya

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Fausto De Stefani

La folta barba di Fausto De Stefani, i suoi occhi capaci di uguali profondità e sensibilità sia nel sorriso sia nella durezza, la rapidità e il vigore delle sue mani; tutto concorre a fare dell’alpinista – secondo italiano a vincere la sfida di tutti gli 8.000 metri – un narratore fuori dal comune, un affabulatore cui non si può e non si vuole resistere. Il viaggio e il racconto stanno insieme, nel corpo e nella vita di De Stefani, e questa unità si manifesta nel suo rapporto così prezioso con i bambini, pubblico privilegiato che ricambia con entusiasmo la sua dedizione.

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© Fausto De Stefani

La vita di quest’uomo fuori dal comune non si può slegare dal suo rapporto con la montagna, con le cime e, nello stesso tempo, non è certo in esso che l’uomo si esaurisce: De Stefani è un conoscitore eccellente delle etnie che le sue imprese hanno incontrato e un appassionato osservatore. Così, la fotografia è divenuta il suo strumento narrativo e l’esposizione Genti e montagne dell’Himalaya non racconta l’ambizione di trionfo di uno scalatore bensì l’innamoramento di un uomo per popoli così diversi e, pure così uguali, animali uomini.

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© Fausto De Stefani

La mostra allestita fino al 2 giugno a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, raccoglie una vastissima produzione fotografica che si lascia esaltare dai preziosi cimeli di artigianato delle terre che circondano il “tetto del mondo”. Le mani e il loro lavoro, la spiritualità, la capacità di stare e di contemplare sono i temi che conducono l’occhio tra uno scatto e il successivo, accompagnandolo in quello che, nelle intenzioni dell’autore e dei curatori, è un racconto vero e proprio, da ascoltare e guardare e viaggiare. Con gli occhi sgranati.

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© Associazione Ottovolante

L’esposizione, così, diventa un inno alla meraviglia, alla capacità di lasciarsi incantare per accendere il desiderio, farne insieme il propulsore e la meta di ogni viaggio, e raggiungere infine la stazione del narratore, dalla quale si potrà finalmente meravigliare qualcun altro, incoraggiarlo a partire.

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