Qual è il confine tra libertà e solitudine? Quand’è che una vita perfetta all’insegna di lavoro, viaggi e impegni mirabilmente incastrati entra in crisi, manifesta le sue crepe, le sue mancanze, i suoi vuoti? È quello che si chiede Margherita Buy, ottima interprete di Viaggio sola, film diretto con mano leggera da Maria Sole Tognazzi e sceneggiato da Francesca Marciano e Ivan Cotroneo. Buoni dialoghi, buon ritmo, buona interpretazione dei protagonisti, che riescono a portare sullo schermo le ansie, i desideri, le paure del quotidiano. La protagonista diventa lo specchio di molte donne di oggi, votate all’indipendenza eppure perennemente alla ricerca di qualcos’altro, assillate dal dubbio di aver sbagliato tutto, di aver rincorso una meta perdendo di vista qualcos’altro.
Irene, quarantenne in carriera che di lavoro fa l’ispettrice alberghiera, la tanto temuta “ospite a sorpresa”, svolazza per i cieli del mondo passando di hotel in hotel, soggiornando in lussuosi resort che giudica e cataloga con professionale pignoleria. Un lavoro che diventa un automatismo, rinnovando gli stessi schemi, la permanenza negli stessi non-luoghi, alienando la protagonista che finisce per non sapere più distinguere tra vita reale e sospesa, tra un qui e un altrove. Sempre in fuga da se stessa, l’inafferrabilità di questa donna che non sa fermarsi si scontra – e si completa – con la monotona (forse un po’ invidiata) vita familiare della sorella e con la paternità dell’ex, Stefano Accorsi, una volta compagno e ora intimo amico.
E poi basta un attimo, una coincidenza, un evento non pianificato, per mandare all’aria tutto. La morte improvvisa di un’antropologa appena incontrata nella spa di un hotel berlinese diventa la variabile che scardina tutto, che precipita la protagonista nel caos, mettendola di fronte alla realtà sempre rimandata, sempre neutralizzata attraverso la meccanica ripetizione di gesti uguali a se stessi. Il merito del film è aver saputo analizzare e rendere sentimenti così comuni – la solitudine, il desiderio, il dubbio – senza cedere a cliché o toni da commedia sentimentale. La nuova forza di questa donna così moderna è quella di accettarsi pienamente, di superare una profonda crisi personale senza ricorrere a soluzioni consolatorie. Al contrario, la rinascita passa per una ritrovata consapevolezza: il coraggio di confrontarsi con i propri limiti e seguire le proprie inclinazioni, conoscendo e accettando il costo della scelta.
Film: Viaggio sola
Regista: Maria Sole Tognazzi
Nazione: Italia
Anno: 2012
