
La necessità di esorcizzare le nostre paure è il motivo per cui inventiamo storie. L’arte di narrare consente a chi ne ha il dono di affrontare con onestà argomenti che nella vita reale sono delicati, se non tabù, e la letteratura è, da questo punto di vista, un atto di liberazione.
In Piccoli suicidi tra amici lo scrittore finlandese Arto Paasilinna, abile narratore e osservatore acuto delle dinamiche sociali e della psicologia umana, sceglie il filtro della satira e dell’umorismo nero per parlare di argomenti difficili: la depressione, il rifiuto della vita e la difficoltà di chi naviga a vista e non riesce più a trovare un senso. Come chiarisce l’incipit del romanzo, questi sono temi che uno scrittore nato in quei luoghi non può ignorare: il popolo finlandese è perseguitato da malinconia, tristezza e apatia e il suicidio da quelle parti è una piaga sociale.
Il primo personaggio che incontriamo, in quello che in seguito diventa un romanzo corale, è Onni Rellonen, imprenditore più volte fallito e funestato da un matrimonio infelice che decide di porre fine a quel «vivacchiare privo di senso». Raggiunge quindi, pistola in pugno, un capannone sperduto nella campagna dell’Häme, per trovarlo già occupato da un altro aspirante suicida, il colonnello Kemppainen, che ormai a riposo e rimasto vedovo, cerca l’ultima alternativa possibile alla malinconia. Questo incontro non solo manda a monte entrambi i tentativi di suicidio, ma è l’inizio di un’amicizia che si trasforma in un folle progetto: con tutti gli aspiranti suicidi sparsi per il Paese, perché non reclutarli con un annuncio sul giornale? Ci si potrebbe incontrare, scambiare storie e consolare, per poi finire con un memorabile suicidio di massa, di certo meno banale e più dignitoso di una corda appesa a una trave.
Nasce così la Libera Associazione dei Morituri Anonimi, una trentina di aspiranti suicidi che a bordo della Saetta della Morte, un pullman di lusso, intraprendono un viaggio attraverso l’Europa alla ricerca del punto perfetto da cui lanciarsi con la Saetta negli abissi dell’Atlantico. I Morituri porteranno scompiglio ad ogni tappa, e troveranno intanto il tempo di conoscersi, fare vita nomade e di comunità, godere di paesaggi straordinari e del contatto con la natura, e di crescere e arricchirsi come è possibile fare solo viaggiando.
Pubblicato per la prima volta in Italia nel 2006, questo romanzo ha toccato i cuori e stimolato la mente di molti. Con un’ironia pungente, che spesso raggiunge il limite senza però superarlo mai, Piccoli suicidi tra amici è una storia inverosimile che risulta straordinariamente realistica, divertente, umana.
Il più formidabile nemico dei finlandesi è la malinconia, l’introversione, una sconfinata apatia. Un senso di gravezza aleggia su questo popolo sfortunato, tenendolo da migliaia di anni sotto il suo giogo, tingendone lo spirito di cupa seriosità. Il peso dell’afflizione è tale da indurre parecchi finlandesi a vedere nella morte l’unico sollievo. La malinconia è un avversario più spietato dell’Unione Sovietica.
Libro: Piccoli suicidi tra amici
Autore: Arto Paasilinna, 1990
Titolo originale: Hurmaava joukkoitsemurha
Traduttori: Maria Antonietta Iannella e Nicola Rainò
Edizione: Iperborea, 2006
Foto: Maria Lomunno Judd
Briefly in English: “A Charming Mass Suicide” is one of Finnish writer Arto Paasilinna’s little gems. Yet to be translated into English, the book starts by introducing us to Onni Rellonen, a bankrupt entrepreneur in an unhappy marriage who decides to commit suicide in a remote barn. He arrives there just in time to save Colonel Hermanni Kemppainen, who is also attempting to hang himself in the same location. The two men become friends, and realise that there must be a lot of other people willing to end their lives out there who could perhaps benefit their help (Finland does, after all, have one of the highest suicide rates in the world). They place an ad in a newspaper, and the response is overwhelming. After a first meeting, the Society of Anonymous Suicides is born: its mission is a Grand Tour of Europe, which will culminate in a spectacular mass suicide… Or will it? A ferocious satire, full of brilliant black humour, about how a bit of empathy and the beauty of nature can help us appreciate ourselves and fight against our dehumanising western culture.
