
Caroline Criado Perez è un’attivista energica e coraggiosa. La campagna da lei condotta nel 2013 per una rappresentazione più equa di figure storiche maschili e femminili sul retro delle banconote britanniche è ricordata non solo per il risultato ottenuto (il ritratto di Jane Austen sul retro della banconota da dieci sterline), ma anche e soprattutto per la pioggia di insulti e minacce ricevuti su Twitter da Criado Perez e altre donne coinvolte nella campagna, minacce che includevano stupro, mutilazione e morte, e che non erano del tutto infondate visto il conseguente coinvolgimento della polizia e l’arresto di due persone. Una reazione che avrebbe inibito l’iniziativa di chiunque, eccetto quella di Criado Perez, che nel 2016 è attiva in un’altra campagna: quella per l’installazione di almeno una statua che rappresentasse una figura storica femminile in Parliament Square, a Londra. Un’altra lunga battaglia e un’altra vittoria: nel 2018 viene svelata la statua della suffragista Millicen Fawcett, la prima in Parliament Square dedicata ad una donna e realizzata da una donna, Gillian Wearing.
Ma qual è il senso di queste iniziative? A quale cambiamento concreto può portare un ritratto su una banconota? Caroline Criado Perez lo spiega in “Invisibili. Come il nostro mondo ignora le donne in ogni campo. Dati alla mano”: la questione femminile è soprattutto un problema di mancanza di rappresentazione. Sin dai tempi di Aristotele, “essere umano” è sinonimo di “uomo”: l’uomo è la norma di cui la donna è deviazione, necessaria ma trascurabile. Nonostante più della metà della popolazione mondiale sia di sesso femminile, sulle donne non si raccolgono dati specifici, né in ambito biologico né in ambito sociale e culturale. E poiché tutto – dalla medicina, alla politica, alla tecnologia – si basa sull’analisi di dati, è evidente che ogni nuova scoperta scientifica, innovazione tecnologica, nuova direzione in ambito politico saranno più vantaggiose per la popolazione maschile che per quella femminile.
Ciò che colpisce di più di “Invisibili” e il numero di paper accademici, dati, articoli e fatti citati: una ricerca vastissima, valorizzata da una scrittura coinvolgente, in cui convivono indignazione, intelligenza e senso dell’umorismo. Tra gli esempi più interessanti c’è quello relativo all’attacco cardiaco, che sembra essere più mortale per le donne che per gli uomini. Secondo una ricerca condotta nel Regno Unito e chiaramente ancora in fase di sviluppo, questa differenza risiederebbe nel fatto che nelle donne l’attacco cardiaco non si manifesta con i sintomi “tipici”, ossia dolore al petto e al braccio sinistro, ma somiglia di più ad un’indigestione, con dolori allo stomaco, nausea, affaticamento. La differenza nei sintomi e il fatto che quelli “maschili” fossero considerati la norma ha fatto sì che nel Regno Unito molti attacchi cardiaci non fossero riconosciuti come tali e ha determinato la morte prematura ed evitabile di molte donne. Solo di recente, nel 2016, il British Medical Journal ha messo in guardia sulla pericolosità di classificare i sintomi più diffusi tra le donne come “atipici”.
“Invisibili” contiene moltissimi altri esempi relativi alla medicina, e si tratta forse degli esempi più interessanti e sorprendenti proprio perché la ricerca medica, tradizionalmente considerata come basata sui fatti e sull’evidenza, si rivela non meno parziale della politica e dell’economia, e soggetta alla stessa percentuale di errore.
Altri esempi riguardano la tecnologia, dai dispositivi di riconoscimento vocale tendenzialmente tarati su un tono di voce maschile, agli smartphone non adatti alle dimensioni tipiche di una mano femminile, ai dispositivi di sicurezza delle automobili che non considerano le differenze anatomiche del corpo femminile e sono quindi meno efficaci per le donne. Per non parlare del mondo del lavoro, della pianificazione urbana, della logistica dei trasporti, della pianificazione di edifici pubblici (quante donne si sono chieste, invece di accettarle come dato di fatto, il perché delle code interminabili nei bagni delle donne?): tutto è esclusivamente, e letteralmente, a misura d’uomo.
Si può discutere sul fatto che il tema di “Invisibili” non sia nuovo, e che molte donne in tutto il mondo siano già consapevoli di questa disuguaglianza perché la vivono quotidianamente. Ma Caroline Criado Perez la espone in maniera ordinata e basata sui fatti; la attribuisce non ad una cospirazione anti-femminista ma ad un pregiudizio vecchio di millenni e interiorizzato non solo dagli uomini, ma anche dalle donne; ne identifica le soluzioni: riconoscere, quando si fa ricerca, l’importanza dei dati disaggregati, ma soprattutto concedere alla non-minoranza femminile quello che andrebbe concesso a tutte le minoranze: attenzione e rappresentazione.
La parola «dati» non è che un sinonimo di «informazioni», e le informazioni, si sa, provengono da molte fonti. Le statistiche, certo, ma anche l’esperienza umana. Per questo io sostengo che se vogliamo progettare un mondo che funzioni per tutti c’è bisogno anche delle donne. Se le decisioni che condizionano la nostra vita vengono prese soltanto da maschi con la pelle bianca, di sana e robusta costituzione, nove volte su dieci di nazionalità americana, anche questo è un vuoto di dati; proprio come lo è, nel campo della ricerca medica, l’assenza di informazioni sul corpo delle donne. Senza contare che l’esclusione a priori della prospettiva femminile alimenta una sorta di involontaria propensione al maschile che vorrebbe, spesso in buona fede, spacciarsi per assenza di connotazioni di genere. È questo che intendeva Simone de Beauvoir quando diceva che gli uomini tendono a confondere il loro punto di vista con la verità assoluta.
Libro: Invisibili: come il nostro mondo ignora le donne in ogni campo. Dati alla mano
Autrice: Caroline Criado Perez, 2019
Titolo originale: Invisible Women: Exposing Data Bias in a World Designed for Men
Traduttrice: Carla Palmieri
Edizione: Einaudi Stile Libero, 202
Foto: Gianvito Rutigliano
Briefly in English: Invisible Women, published this year in Italy by Einaudi, is a best-selling book by British journalist and activist Caroline Criado Perez. Based on extensive research and an impressive range of case studies, it reveals how male-biased data have caused women to be systematically and dangerously ignored by medical research, design, and technology, as well as workplace and government policy. It’s time to fill the gender data gap and make sure that women are fully represented, and their needs met.

L’avevo prenotato in biblioteca e mi è appena arrivato.
Sono molto curiosa degli aneddoti che porta a esempio.