
Con Cassandra Austen, amatissima sorella di Jane, i lettori hanno un rapporto ambivalente: da un lato le devono l’unico ritratto dal vero della scrittrice, dall’altro non le perdonano la decisione di distruggere gran parte delle sue lettere. Quel gesto ha cancellato i pensieri più intimi e privati di Jane, lasciando solo pochi varchi per accedere alla sua vita.
Gill Hornby sceglie di incentrare il suo romanzo proprio su quel momento fatale: nel 1840, molti anni dopo la morte della sorella, Cassandra torna nel vicariato di Kintbury, dimora della cara amica Eliza Fowle con la quale le Austen avevano avuto una fitta corrispondenza. Alla morte di Eliza e del marito, il reverendo Fowle, la proprietà sta per passare di mano: il timore è che le lettere di Jane possano essere trovate da terzi, esposte all’avidità di sguardi indiscreti.
La pragmatica Cassandra si pone dunque un obiettivo preciso: scovare quel piccolo tesoro e distruggere ogni documento che possa macchiare la reputazione della sorella. Non ha considerato, però, il peso della nostalgia: la canonica la riporterà indietro agli anni della gioventù e alla felicità di un’antica promessa d’amore. Le lettere le faranno rivivere episodi del passato attraverso la penna di Jane: torneranno le ombre di occasioni mancate, il ricordo di turbamenti e dolori, il tempo prezioso trascorso al fianco della sorella.
Disegnando per schizzi le vite di Cassandra e Jane Austen, Hornby ricostruisce la difficile condizione delle donne dell’epoca, costrette a guardare al matrimonio come unica via per la stabilità. Non percorrere quella strada vuol dire imbarcarsi in un’esistenza precaria e rimettersi alla generosità di amici e fratelli. Jane e Cassandra, per motivi diversi, non si piegheranno a quel ricatto: resteranno autonome, ferme nelle loro decisioni, chissà se per coraggio o per paura. Miss Austen non scioglie questo dilemma: ci lascia sulla soglia, a osservare scelte e rinunce, a guardare impotenti il tempo che passa. Non c’è spazio per i rimpianti: la vita fa il suo corso, lasciando la consapevolezza di quel che è stato e una dolce, dolorosa, malinconia.
Era impossibile rinunciare a sperare che un giorno i romanzi di Jane avessero un enorme successo, suscitando anche l’interesse sulla vita dell’autrice. Cassandra temeva da molto tempo tale eventualità e in quel momento sentì sorgere in se stessa la consapevolezza di un nuovo e diverso pericolo. Non esisteva forse la possibilità, remota e magari ridicola, che in futuro si indagasse anche sulla propria, di vita? Dopotutto, la storia di Jane non poteva essere separata dalla sua: erano così strettamente legate da formare un’unica biografia. La sorte dell’una era dipesa da quella dell’altra, e viceversa.
Libro: Miss Austen
Autrice: Gill Hornby, 2020
Titolo originale: Miss Austen
Traduttore: Alessandro Zabini
Edizione: BEAT, Neri Pozza Editore, 2020
Foto: Gianvito Rutigliano
Briefly in English: In 1840 Cassandra Austen comes back to the village of Kintbury, where she spent joyful days in her youth. Kintbury was home to Cassandra’s dear friend Eliza Fowle, with whom she and her sister Jane maintained a correspondence over the years. Now Eliza and her husband are dead, the curacy is about to be assigned to a stranger, and Cassandra fears that her beloved sister Jane’s letters could fall into the wrong hands, exposing her private life. Therefore, she decides to find that treasure and destroy the most intimate letters: that decision will deprive Jane Austen’s future readers of a fundamental testimony about the writer’s life and thoughts. In her novel, Gill Hornby shows Cassandra as a pragmatical woman who is determined to achieve her goal; the letters, however, will break her rational attitude: they will take her back to the past, to old feelings and emotions, letting her fall in a painful, and yet sweet, melancholy.
