
“Madre, Mamma” – ripete la scrittrice mentre riavvolge i ricordi di un’intera esistenza, il filo di un legame tormentato. Splendi come vita è una dolorosa dichiarazione d’amore verso la figura materna, evocata e invocata fino alla fine, è il resoconto di un rapporto sofferto, cercato, subito. Maria Grazia Calandrone torna alla propria infanzia, all’immagine della donna elegante e sorridente che l’ha adottata e che quasi subito, quando lei aveva quattro anni, le ha detto la verità. La ricostruzione parte da quel momento, lo segna come marcatore inesorabile di un prima e un dopo: la rivelazione ha effetti devastanti per la madre, convinta di aver perso l’amore della figlia.
Non è vero, spiega Calandrone: il suo amore è sempre rimasto intatto, anzi è cresciuto, si è fatto più esigente e disperato man mano che la madre si allontanava, si chiudeva nell’amarezza del proprio autoinganno. Un equivoco, dunque, fa cadere l’autrice in quello che chiama “disamore”, una successione desolante di scontri e incomprensioni, di recriminazione e dolore. Da un lato una donna che respinge, dall’altro una figlia che brama un contatto, un riconoscimento. Il racconto-confessione della scrittrice è un chiarimento tardivo, un tentativo postumo di rivelare il proprio attaccamento e un modo per comprendere le ragioni della madre, per vederla “come essere separato, autonomo”, per perdonarla.
In Splendi come vita questo dolore si percepisce ma resta intrappolato in una scrittura artificiosa e lontana. La narrazione procede alternando frammenti oscuri a momenti rivelatori. La ricercatezza della lingua distrae e cattura, sembra attirare su di sé l’attenzione distogliendola dal cuore della storia. Così, la sofferenza sembra distante e si svela con riluttanza al lettore, schermata da parole che la esaltano e la isolano. Anche quando si approda infine alla consapevolezza, alla soluzione del conflitto, resta una sensazione di estraneità, come davanti a una rappresentazione alla quale non si è stati veramente ammessi, e che si può guardare solo da lontano.
Col tempo, la notizia scavò un solco oceanico,
nel mistero affettivo di Madre, tra lei e l’amore
che portavo. Che non ha visto mai più. Ma io
ero fatta tutta di quell’amore, non avevo altro.
Libro: Splendi come vita
Autrice: Maria Grazia Calandrone
Edizione: Ponte alle Grazie, Adriano Salani Editore, 2021
Foto: Gianvito Rutigliano
Briefly In English: “Splendi come vita” is a love letter by the writer Maria Grazia Calandrone to her adoptive mother. When she was four, the woman told her the truth about her birth: from that moment on everything changed. The mother didn’t believe in her daughter’s love anymore and tried to push her back. The book is a long confession of the writer that goes back to her life’s memories, recalling her desperate need for affection and recognition.
