
Il titolo dell’ultimo romanzo di Emanuele Trevi ammette varie interpretazioni. Due sono le vite raccontate: quelle di Rocco Carbone e Pia Pera, scrittori e intellettuali scomparsi troppo presto con cui Trevi strinse un’amicizia decennale e viscerale. Due sono le esistenze che a tutti vengono concesse: la prima reale e fisica, «fatta di sangue e respiro», la seconda meno tangibile, fatta dei ricordi di chi ci ha conosciuto e amato. Due, infine, sembrano essere in questo saggio autobiografico le vite vissute dallo stesso Trevi: una come parte del trio, in cui la letteratura è viva, una conversazione costante e in continua evoluzione su temi e linguaggi; l’altra, successiva alla morte dei suoi due amici, in cui la letteratura è ricordo e la scrittura è metafora delle vite di Carbone e Pera nella loro complessità.
Scrivere, dice Trevi, è il modo migliore per ricordare qualcuno. È l’unico modo per ricrearne davvero l’essenza: è come se il fantasma di chi è venuto a mancare fosse attirato dalla parola scritta e decidesse di manifestarsi volontariamente. È la persona stessa, non il ricordo che ne abbiamo, a concretizzarsi. Scrivere dei suoi amici aiuta Trevi a conoscerli completamente, a capirne le contraddizioni.
Nonostante racconti una storia così personale, la scrittura di Trevi non lascia spazio ai sentimentalismi e neppure all’eccessivo intimismo: Rocco Carbone e Pia Pera, pur descritti nei dettagli del loro quotidiano, assumono l’intensità e l’universalità tipica dei grandi personaggi letterari. Rocco Carbone, sempre infelice e assediato dalle sue Furie, è costantemente insicuro delle proprie capacità e in cerca, nell’amicizia, di attenzione e conferma. Fa scelte professionali coraggiose, come quella di abbandonare la carriera accademica per insegnare nel carcere di Rebibbia; nei suoi libri “cupi” resta sempre fedele a sé stesso. Pia Pera, famosa studiosa e traduttrice di classici russi, poi a sua volta scrittrice, nella dinamica del trio fa da dolce intermediaria. Scrive Diario di Lo, in cui rivisita il classico di Nabokov dal punto di vista di Lolita, e viene quasi inconsapevolmente trascinata dal figlio dello scrittore russo in una battaglia legale che la segna personalmente, oltre che professionalmente: viene tacciata di disonestà e non sente di meritarlo. Abbandona gli stimoli della città per dedicarsi alla campagna e al giardinaggio, e questo suo perdersi nei ritmi della natura informerà anche la sua scrittura.
Con la sua prosa semplice ed elegante, tra racconto autobiografico e digressioni letterarie ed esistenziali, Due vite è fondamentalmente un libro sull’amicizia: un legame sfidato dalle contraddizioni individuali, nutrito dalle passioni condivise, e che la scrittura rende resistente al tempo e alla morte.
Rocco […] aveva bisogno di muoversi verso l’essenza, il nitore, la concentrazione, la coincidenza più stretta possibile del nome e della cosa. Del senso esatto delle parole, mondate di tutta la loro possibile ambiguità, e dei vincoli morali di questa esattezza, nutriva un bisogno che definirei disperato […]. Chi lo conosceva, sapeva che in ballo c’era qualcosa di più profondo, necessario e vincolante di un certo gusto artistico o letterario. Le Furie che lo braccavano da quando era al mondo, fra tregue e nuovi assalti, prosperavano nel manierismo, nella complicazione, nell’incertezza dei segni e dei loro significati. Testardamente, lui cercava di semplificare, di ripulire. Se l’anatomia umana glielo avesse consentito, si sarebbe spesso e volentieri lucidato le ossa e i nervi con uno spazzolino di ferro.
Libro: Due vite
Autore: Emanuele Trevi
Edizione: Neri Pozza, 2021
Foto: Maria Lomunno Judd
Briefly in English: In “Due vite” (“Two Lives”), Emanuele Trevi recalls the events of his long, deep friendship with Rocco Carbone and Pia Pera, two fellow writers who died prematurely but whose memory is a constant, important presence in Trevi’s life. In elegant, detailed prose, he brings these two characters back to life, and explains how writing is the best way not only to remember the dead, but also to get to know them better. “Due vite” is a book about friendship, the power of shared passions, and the two lives we all live: one in flesh and blood, the other in the mind of the people who love and choose to remember us.
