
Frammenti di pensieri, ricordi, conversazioni. Storie vissute o immaginate, sconnesse, disturbanti. Mario ha quarant’anni e si muove nel mondo come se la cosa non lo riguardasse: non sceglie, non prende una direzione, osserva e si osserva, analiticamente, ossessivamente. Cerca ricordi e analogie, si interroga, avanza ipotesi, quasi mai agisce. Viaggia molto in treno e in fondo questo è un altro modo per restare fermo: Mario si lascia cullare, si lascia trasportare avanti e indietro, sballottato tra due vite che se lo contendono, anzi tre.
La prima vita di Mario è con Viola, la donna che potrebbe sposare; la seconda è con Bianca, la donna che ha amato in passato e alla quale è legato da un oscuro vincolo di dipendenza; la terza, la più scabrosa, è con Santiago, il ragazzo che lo domina e annulla in lui ogni residuo di volontà. Condotto dagli eventi, Mario passa da una vita all’altra in un eterno oscillare che non conosce partenze e ritorni: non c’è una meta perché l’arrivo, semplicemente, non è contemplato.
Giulio Mozzi, autore di diverse raccolte di racconti, con Le ripetizioni pubblica il suo primo romanzo. Temi e personaggi del suo immaginario tornano e trovano nuova forma; la storia è declassata a pretesto: quello che conta è il filo dei pensieri del protagonista, il suo stato di sospensione che impedisce qualunque evoluzione. I diversi capitoli sono variazioni della stessa vicenda, la narrazione alterna momenti di estrema crudezza e altri di purissima astrazione intellettuale per raccontare la stessa immobilità. Alcune date tornano a intervalli regolari, fissano il tempo del racconto, inchiodano il lettore in un eterno presente in cui si confondono fatti e ricordi, in cui l’identità si frantuma e la verità è solo una delle realtà possibili.
Che cosa importa, se un ricordo è vero o falso? Che cosa importa, se la nostra vita, la vita di chiunque, è vera o è inventata? Il passato è passato, e non ha nessuna consistenza reale; le conseguenze sono eventi nuovi, e che veramente conseguano dal passato, e se questo eventuale conseguire dia veramente una consistenza reale al passato, è un’immaginazione come un’altra. Il futuro deve ancora venire, e chissà se verrà: è un’immaginazione, anche lui. E le invenzioni della fantasia, le storie raccontate, i sogni, i ricordi, non sono né più né meno reali di queste mani che sollevo davanti alla faccia, e guardo, di te che mi ascolti, della storia che ti ho appena raccontata.
Libro: Le ripetizioni
Autore: Giulio Mozzi
Edizione: Marsilio Editori, 2021
Foto: Gianvito Rutigliano
Briefly in English: Mario is a 40 year old man who lives his life without being too much interested in it. He doesn’t really act: he observes things happen and he questions himself about them. He lets the external events lead him and influence his relationships: he is going to marry Viola, he still has a connection with Bianca, a woman who now and then shows up from the past, and he is dominated by Santiago, a young man who cancels what remains of his will. He can’t make a choice and still he can’t give up on any of them. In “Le ripetizioni”, Giulio Mozzi’s first novel, the plot is just a pretext to explore the protagonist’s thoughts and to describe his alienation, the sense of suspension that prevents any evolution.
