“Cara pace”, due sorelle in simbiosi tra le macerie di una famiglia

Come si sopravvive ad una famiglia che è il contrario di un porto sicuro? In che modo i legami famigliari ci plasmano e condizionano, quando la struttura che li sostiene crolla e a tenerli insieme è il filo sottile e inaffidabile del trauma? Sono questi alcuni dei temi che Lisa Ginzburg esplora nelle figure di Maddalena e Nina, sorelle e protagoniste di Cara Pace.

Maddalena e Nina: a separarle un anno di vita e due caratteri diametralmente opposti; a unirle un rapporto simbiotico, in parte scaturito dal dolore dell’abbandono. Le due sorelle si aggrappano l’una all’altra mentre tutto intorno a loro va in macerie: la madre Gloria abbandona la famiglia per andare a vivere con l’uomo che ha scoperto di amare e il padre Seba non reagisce bene alla situazione e si rifugia nel lavoro frenetico e nella cocaina. Il risultato è che Maddalena e Nina sono orfane senza esserlo: vivono a Roma con Mylène, tutrice francese giovane ma matura, in una casa vicino a Villa Pamphili in cui alla madre non è permesso entrare e che il padre visita quando non è a Milano per lavoro. Mylène le educa all’attività fisica, che considera cura di tutti i mali, tanto che anche in età adulta Nina trova nella corsa l’unica vera valvola di sfogo. Tra le due sorelle, Nina è la più instabile, almeno in apparenza: personalità ribelle, è bisognosa di attenzioni e nelle sue reazioni sempre plateale e distruttiva. L’opposto di Maddalena: riservata, silenziosa, riflessiva, chiusa nella sua fortezza-carapace in cerca di calma e stabilità. Quando la famiglia si sgretola, Maddalena sente di dover assumere il ruolo di madre nei confronti di Nina, creando un rapporto di dipendenza che continua anche in età adulta, quando le due sorelle vivono l’una a Parigi, l’altra a New York.

Collocabile nel solco della tradizione letteraria iniziata da L’amica geniale, Cara Pace è però solo in superficie la storia di due personaggi femminili e dell’evoluzione, negli anni, del loro rapporto. In realtà è Maddalena il personaggio principale: è lei a raccontare la storia, e tutto ciò che sappiamo di Nina, Gloria, Seba e Mylène è filtrato attraverso la sua visione e il suo giudizio. È possibile che le parti meno convincenti del romanzo – per esempio il fatto che i personaggi femminili siano delineati con maggiore complessità rispetto a personaggi maschili nel migliore dei casi blandi, nel peggiore (il padre Seba) immersi in una luce negativa non del tutto giustificata dagli eventi – derivino dalla necessità di mantenere intatto questo filtro senza inquinarlo con più dettagli e sfaccettature.

Il pretesto per raccontare la storia è il desiderio di Maddalena di tornare da sola a Roma da Parigi, dove con l’amato marito Pierre e con i due figli adolescenti vive nell’agio e nella tranquillità ma anche nella solitudine e nella nostalgia. A Roma, il carapace che l’ha protetta per tutta la vita si sgretolerà proprio come la sua famiglia tanti anni prima: lo sostituiranno una maggiore consapevolezza di sé e una comprensione più completa del suo passato.

Dove finivo io e dove cominciava Nina? Anche adesso che viviamo lontane, ai due capi del mondo, ci sono giorni in cui sento riaffiorare la vertigine di quell’interrogativo. Come io fossi lei, e lei me. Sconfortante indistinzione. Non mi trovo, me, Maddalena, persona singola staccata da mia sorella; me prigioniera di una simbiosi che anziché diminuire, liberarci, con il passare del tempo si fa più forte. La faglia che separa noi due tanto contigue resiste a frantumarsi. Nina è così tanto della mia vita: la abita, quanto io abito la sua. Soffriva, soffrivo con lei.

Libro: Cara pace
Autrice: Lisa Ginzburg
Edizione: Ponte alle Grazie, 2020
Foto: Maria Lomunno Judd

Briefly in English: “Cara pace” is the story of a very close, almost codependent relationship between two sisters who try to support one other in dealing with the problems of a broken and dysfunctional family. The older sister Maddalena takes over her mother’s role when she leaves the family to start a new life. She’s quiet, shy and in need of calm and stability: her character is compared to a tortoise’s shell (the carapace of the title), safe but also self-contained and resistant to external influence and interference. The younger sister Nina is the opposite of Maddalena: she’s a rebel and an extrovert, but she’s also in constant need of attention and finds in her sister the protection she desperately seeks. Everything changes at the end of the novel, when Maddalena decides to break out of her shell: she makes a decision that helps her know herself better and understand her family’s past.

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