
Mio è una ragazza dagli occhi speciali: la natura le ha donato la capacità di percepire i colori in tutte le loro tonalità, anche quelle per cui non esiste un nome. È una qualità che le si addice, perché Mio discende da una famiglia che da generazioni cuce, ricama e colora shiromuku, i tradizionali kimono nuziali: un’arte in cui la percezione dei minimi dettagli è fondamentale. È un dono che da bambina quasi la travolge, con quella esplosione di colori che la attende al risveglio ogni mattina, ma che in età adulta diventa il suo lavoro e la sua visione della realtà.
L’estrema sensibilità al colore aiuta Mio a comprendere e classificare il mondo. Ciò che i nomi descrivono in maniera approssimativa, una particolare sfumatura di colore definisce con estrema precisione. È un filtro che Mio applica alle cose, ai sentimenti e alle persone: a tutto riesce ad attribuire una specifica tonalità che annota nel suo taccuino di stoffa, il suo strumento di lavoro essenziale. Mio infatti è la dipendente più stimata di Pigment, un negozio di colori e materiali per l’arte, le esigenze della cui clientela la ragazza comprende letteralmente a prima vista. Un giorno però da Pigment arriva Aoi, in cerca di una consulenza per rinnovare gli interni dell’agenzia di pompe funebri di cui è proprietario. L’incontro tra Mio e Aoi profuma subito di destino, ma c’è un particolare che ossessiona Mio: la propria incapacità di attribuire ad Aoi un colore. Con l’evolversi della relazione, Mio è messa di fronte alla possibilità di abbandonarvisi senza riserve, scavalcando il muro che si è costruita intorno per proteggersi dal dolore. Decidere non è facile e la posta in gioco è alta, tanto più che i destini di Mio e Aoi non si sono incrociati in maniera del tutto casuale.
Ne Le vite nascoste dei colori, la storia di Mio e Aoi accompagna il lettore nell’esplorazione di temi che vanno ben oltre l’amore “difficile”. I due protagonisti sembrano essere opposti che si attraggono – lo slancio vitale e l’accettazione della morte, il colore e la sua mancanza – ma sono in realtà molto simili: entrambi sono portatori di una sensibilità estrema alla realtà che li circonda, Mio per la particolarità dei suoi occhi, Aoi per la capacità di accompagnare le persone nel momento del dolore più grande e inevitabile, di farsi ponte fra due dimensioni. Entrambi custodi di tradizioni millenarie, riassumono le contraddizioni di una cultura, quella giapponese, allo stesso tempo radicata in una Storia antichissima e lanciata a tutta velocità verso il futuro. Questo contrasto è forse uno degli aspetti più interessanti del libro ed è incarnato in altri personaggi della storia, soprattutto appartenenti alle generazioni precedenti quella di Mio e Aoi: donne e uomini per cui la tradizione, il socialmente accettabile e sanzionato, è contemporaneamente rifugio e prigione.
Le vite nascoste dei colori mostra come il trauma della solitudine e della mancanza possa essere superato, piuttosto che acuito, da una sensibilità più profonda, dall’occhio per i dettagli più minuti del mondo circostante. Raccontando una storia in cui l’amore è accettazione totale dell’altro, Imai Messina riflette sul coraggio di andare oltre la superficie delle cose, le situazioni difficili e le scelte sbagliate per raggiungere l’essenza della realtà, per percepirla e descriverla con un linguaggio nuovo e più preciso.
Ogni mattina, al risveglio, Mio veniva colpita dallo stesso pensiero: non appena avesse aperto gli occhi, avrebbe avuto tutto l’universo davanti.
A palpebre chiuse, distesa nel letto, assaporava l’attesa, l’esplosione cromatica che l’avrebbe travolta. Immaginava il pulviscolo che illuminava la stanza con migliaia di sfumature d’oro, il giallo smaltato che partiva dal lampadario e si spargeva di riflessi senape e zafferano. E poi il rosa mandarino delle tende, quel punto preciso della buccia che, schiacciato, risultava più scuro. Il rosso carbone della parete, il carminio che virava deciso verso il nero, quasi precipitasse nel buio.
Mio tirava allora un respiro e apriva gli occhi.
Libro: Le vite nascoste dei colori
Autrice: Laura Imai Messina
Edizione: Einaudi 2021
Foto: Maria Lomunno Judd
Briefly in English: Mio is gifted with an extraordinary sensitivity to colour: her eyes are able to perceive shades that are invisible to everyone else. Colour is her way to classify the world and to describe people, objects and feelings with a precision that words don’t allow. Colours are also Mio’s refuge from a painful past and a lonely present. When she meets Aoi, the attraction is immediate and overwhelming: will Mio surrender to it, and let the emotional wall she has built around herself crumble down? And why can’t she see Aoi’s colour?
