Alessandra Carnaroli, poesie affilate come lame

Sono poesie sull’orlo di una crisi di nervi, micce innescate che deflagrano oltre il margine della pagina, quelle raccolte in 50 tentati suicidi più 50 oggetti contundenti, pubblicato da Einaudi. In pochi versi asciutti e affilati come lame, Alessandra Carnaroli porta lo sconforto e le frustrazioni del quotidiano al parossismo immaginando cinquanta possibili modi di uccidersi e cinquanta possibili modi di uccidere. Con oggetti comuni trasformati in armi letali, in uno spazio domestico che nulla più ha di sicuro e familiare, ma anzi si trasforma in un teatro del perturbante.

“preparo il giorno
del mio trapasso stendo
la pasta sfoglia passo
passo come dice benedetta
detto cotto
le presine da forno
sentiranno
la mancanza quando
cadrò
di sotto”

L’immaginario da “casalinga disperata” veste di uno humor paradossale quella violenza che da strisciante si fa efferata: un terreno non inesplorato per un’autrice che aveva già dedicato una raccolta ai femminicidi e che spesso ha nella cronaca la sua musa più nera. Il tragicomico si fa così amaro, straniante.

“la statuina
di biancaneve che tenevamo in giardino
era rotta dietro
perché il figlio di tua sorella
la voleva trasportare dappertutto
gli cambiava sempre posto
volevamo aggiustarla era di coccio
come la tua testa
mi sono concentrato bene
sulla tua faccia
vi siete baciate in bocca”

La potenza figurativa dei versi cristallizza in un’immagine un intero universo sommerso di angosce, rancori, solitudini e esasperazione. Con uno sguardo crudo e delicato al tempo stesso, provocatorio nella sua spietata ironia. 

nel sangue tutti i pesci sono rossi

Libro: 50 tentati suicidi più 50 oggetti contundenti
Autrice: Alessandra Carnaroli
Edizione: Einaudi, 2021
Foto: Sara Grattoggi

Briefly in English: Can you imagine 50 ways of killing yourself and 50 ways to kill with domestic tools? That’s exactly what Alessandra Carnaroli does in this poetry collection, where the imploding or exploding violence fueled by neglect and everyday frustration is depicted with a kind of disturbing, yet irresistible, dark humor. The household is not a safe space anymore for these “desperate housewives”, but a prison of loneliness and abuse. With her verses, Carnaroli gives a voice to their invisible struggles. 

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