“Le ragazze della libreria Bloomsbury”: la voce delle donne tra le pagine di un libro 

Un capo estremamente rigido e tradizionalista, un collega soprannominato “il tiranno”, cinquantuno regole che riflettono un mondo immobile, presente solo nella mente del direttore generale. È il microcosmo in cui si muovono le protagoniste del romanzo di Natalie Jenner, “Le ragazze della libreria Bloomsbury”. Siamo alla fine degli anni Quaranta del secolo scorso, la guerra è finita da poco e Londra cerca a fatica di tornare alla normalità; le donne reclamano una nuova posizione all’interno della società, decise a non perdere gli spazi conquistati durante il conflitto. Grace Perkins, Vivien Lowry ed Evie Stone vivono sulla propria pelle le difficoltà di questa condizione: riversano nella vita professionale, tra gli scaffali della libreria, le proprie capacità e ambizioni, ma devono fare i conti con capi e colleghi che non riconoscono il loro valore. Finché un episodio improvviso, un malore del direttore, rimette tutto in discussione dando alle “ragazze” la possibilità di assumere un ruolo di primo piano. 

Con leggerezza e una scrittura semplice e godibile, Jenner racconta i limiti imposti alle donne e agli uomini che non si conformano a modelli prestabiliti, la difficoltà di affermarsi in contesti lavorativi – e familiari – profondamente maschilisti. Non solo. Tramite le sue protagoniste, l’autrice fa riflettere su un dato storico: la scomparsa delle donne, per secoli, dal canone letterario e artistico, una costante opera di invisibilizzazione che ha permeato la nostra cultura e la nostra società. Emblematico è il caso del libro a cui Evie dedica la sua ricerca, The Mummy!, opera di una giovanissima scrittrice dimenticata, diventa il simbolo delle tantissime opere di autrici finite in ombra: “Pochi anni dopo essere stato pubblicato anonimo nel 1827, The Mummy! A Tale of the Twenty-Second Century di Jane Wells Webb era scomparso per la prima volta dalla faccia della terra.
Nelle sue ricerche, Evie aveva scoperto che questo destino accomunava molti testi anonimi o scritti da donne. Sui diritti della donna di Mary Wollstonecraft, poi riconosciuto come l’opera più influente in assoluto sui prodromi del femminismo, era finito fuori catalogo e svanito dalla memoria culturale per molti decenni, fino alla sua ristampa”.

Riportare in superficie i nomi di queste autrici sommerse diventa per le protagoniste una missione e uno strumento di riscatto, un modo per affermare – attraverso le loro parole ritrovate – il proprio diritto a una vita libera e indipendente. In questo percorso di consapevolezza ed emancipazione, Jenner intreccia finzione ed elementi reali: le protagoniste traggono forza e sostegno dall’incontro con donne di successo realmente esistite, dalla romanziera Daphne du Maurier alla collezionista Peggy Guggenheim. Ognuna rivede nelle altre il proprio slancio vitale e il proprio amore per l’arte e la letteratura; salvando le altre ognuna salva sé stessa.

Il suo sogno era condividere le parole e le idee di donne scomparse da tempo, donne che non potevano più parlare ma, nella loro determinazione a non rimanere in silenzio, potevano ancora esercitare una qualche influenza, perfino adesso. Era convinta che il suo studio del passato sarebbe valso la fatica, però avrebbe voluto che le sue scoperte avessero una eco anche nel futuro

Libro: Le ragazze della libreria Bloomsbury
Autrice: Natalie Jenner, 2022
Titolo originale: Bloomsbury Girls
Traduttrice: Manuela Faimali
Edizione: Mondadori, 2022

Briefly in English: Evie Stone, Vivien Lowry and Grace Perkins, extremely talented women, work in the Bloomsbury bookstore in London trying to find their way in a conservative environment that doesn’t acknowledge their value. The general manager’s sudden illness leads to a little revolution in the shop and gives the female protagonists the opportunity to prove their skills. “Bloomsbury girls” is a novel about women’s strength and female friendship powered by the common love for books and literature; moreover, it is a tribute to the female authors whose works got lost over the centuries. 

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