Treni, velocità e paesaggio: se la foto cattura il movimento

Barcellona
Barcellona (© Gabriele Zabelli – http://www.gabrielezabelli.net)

Il treno vive di una capacità di attraversamento che lo realizza laddove lo dispone nell’immaginario. Un treno fermo ha perciò qualcosa di inadeguato, trasmette all’occhio che lo osserva un senso di rottura: è il movimento di un treno – e non invece la sua stasi – a definirne una sorte di naturalità, di continuità, ed è al contrario la sua sosta a imporsi come discontinuità. Questo rapporto con lo spazio, che è già rapporto con il tempo, potrebbe a prima vista essere attribuito a qualunque veicolo, o mezzo di trasporto, stando ovviamente per tutti nello spostamento il fine originario. Tuttavia, forse per la singolare linearità del suo tragitto, forse per la sempre uguale e già ordinata sequenza delle fermate, il treno vive il tempo del movimento diversamente da ogni altro mezzo.

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Ad una proiezione londinese di Girlfriend in a Coma

girlfriend in a coma_photoIn apertura, precisiamo (e rassicuriamo): la censura imposta alla proiezione di Girlfriend in a Coma prevista per il 13 Febbraio al MAXXI di Roma è stata opportunamente aggirata da L’Espresso, che renderà disponibile sul suo sito web il file scaricabile del documentario proprio mercoledì, e che ne ha organizzato, nella stessa giornata, la prima proiezione italiana (Teatro Eliseo di Roma, ore 21). Del resto, come è noto, la censura ai tempi di internet è un’arma a doppio taglio, e ciò che il canale ufficiale vieta, il canale alternativo ripropone e amplifica: il veto imposto da Giovanna Melandri non ha fatto altro che galvanizzare il tam tam mediatico attorno al film, basti pensare che la petizione promossa da Articolo21 su Change.org ha, mentre scriviamo, superato le 31mila firme, mentre cresce rapidamente l’attenzione per Girlfriend in a Coma sui social media.Continua a leggere…