“Nina sull’argine”, il cantiere come fucina di cambiamenti

È oggettivamente difficile far appassionare lettori e lettrici alle vicende di un cantiere. Veronica Galletta ci prova intrecciando gli avanzamenti nei lavori di costruzione di un argine – siamo nell’immaginaria località di Spina, Pianura Padana – ai cambiamenti nella vita di Caterina (Nina), ingegnera siciliana ormai lontana dall’isola da così tanto tempo da non riuscire più a chiamarla “casa”. Alle prese con nuove responsabilità che le piovono addosso sul lavoro, lasciata improvvisamente dal fidanzato, Nina si trova a ricostruire sé stessa dopo aver perso i vecchi punti di riferimento.

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“Nova”: la lotta eterna fra ragione e istinto

È necessario ammettere, a scapito di questa recensione e di tutto ciò che è stato scritto e detto su Nova di Fabio Bacà, che per godere appieno di questo romanzo bisogna accostarvisi senza saperne nulla. La lettura di Nova è infatti un viaggio imprevedibile e di continua scoperta, in cui i personaggi si fanno sempre più complessi e le tinte sempre più fosche, in un’evoluzione accompagnata da una modulazione sapiente del ritmo e del tono.

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“Spatriati”: partire o restare, alla ricerca di sé

In “Spatriati” Mario Desiati porta a termine un esperimento letterario interessante. Costruisce infatti un romanzo dai molteplici livelli di lettura a partire da una parola, quella che dà il titolo al libro, che nel dialetto di Martina Franca, terra d’origine sia dello scrittore che dei personaggi di cui racconta, assume diversi significati. Spatriète è chi abbandona i luoghi d’origine per cercare fortuna altrove, ma è anche, in un’accezione più negativa, chi non ha collocazione nel proprio gruppo sociale e non trova quella sistemazione definitiva che la mentalità di provincia richiede: una pecora nera, insomma. Infine, è “spatriata” una persona fuori dagli schemi, decisa a trovare la propria strada lontano dai percorsi precostituiti.

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