
Cosa facevo io mentre durava la storia?
Mi limitavo ad amare te.
Nel titolo dell’ultimo romanzo di Rosella Postorino, tratto da una poesia dell’autore bosniaco Izet Sarajlić, ci sono già la bellezza e lo strazio che lettori e lettrici incontreranno in ogni pagina. Le vicende dei personaggi, che si dipanano per quasi vent’anni, partono nel 1992 dall’orfanotrofio di Bjelave, nel cuore di una Sarajevo sotto assedio. Per le strade che hanno perso ogni segno dell’antica vivacità, i bambini – come tutti – cercano di sopravvivere schivando le pallottole dei cecchini. Tormentati dalla fame e circondati dal degrado di una città allo sbando, si aggrappano l’uno all’altro in un abbraccio istintivo e disperato. Anche la paura è un lusso che non ci si può permettere, un fantasma da sfidare e ricacciare in cantina.
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