La Liberazione secondo Dino Buzzati

buzzati-ritratto_principaleCon il suo stile devoto più alla favola che alla cronaca, il giornalista Dino Buzzati è stato profondo interprete della realtà. Come narratore, invece, ha indagato le contraddizioni dell’animo umano con la lucidità, l’acume, il disincanto tipici del reporter di guerra. Nel racconto che segue, tuttavia, Buzzati si lascia andare alla gioia: niente più stragi, schianti nella notte, attese infinite di chi non tornerà mai più. La guerra è finita, il dolore è passato, L’Italia è libera.

Ecco, la guerra è finita.
Si è fatto silenzio sull’Europa.
E sui mari intorno ricominciano di notte a navigare i lumi.
Dal letto dove sono disteso posso finalmente guardare le stelle.
Come siamo felici.
A metà del pranzo la mamma si è messa improvvisamente a piangere per la gioia, nessuno era più capace di andare avanti a parlare.
Che da stasera la gente ricominci a essere buona?
Spari di gioia per le vie, finestre accese a sterminio, tutti sono diventati pazzi, ridono, si abbracciano, i più duri tipi dicono strane parole dimenticate.
Felicità su tutto il mondo è pace!
Infatti quante cose orribili passate per sempre.
Non udremo più misteriosi schianti nella notte che gelano il sangue e al rombo ansimante dei motori le case non saranno mai più così immobili e nere.
Non arriveranno più piccoli biglietti colorati con sentenze fatali,
Non più al davanzale per ore, mesi, anni, aspettando lui che ritorni.
Non più le Moire lanciate sul mondo a prendere uno qua uno là senza preavviso, e sentirle perennemente nell’aria, notte e dì capricciose tiranne.
Non più, non più, ecco tutto;
Dio come siamo felici.

Dino Buzzati

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