
In principio furono i Paesi Bassi, che nel 2001 ruppero il ‘tabù’, seguito da altre Nazioni pioniere come Spagna, Belgio, Norvegia e Svezia. Oggi il matrimonio tra persone dello stesso sesso è oggetto di profondi interrogativi per molti Paesi nel mondo.
Dal 12 aprile scorso la Francia è il quattordicesimo Paese ad aver reso legali i matrimoni egualitari, preceduto di sole ventiquattro ore dall’Uruguay – secondo Paese latinoamericano (dopo l’Argentina) a permettere le nozze tra omosessuali – e seguito dopo cinque giorni dalla Nuova Zelanda – prima Nazione dell’Asia-Pacifico ad adottare una normativa in tal senso.
Il via libera è in arrivo anche dalla Gran Bretagna, che il 5 febbraio, con 400 Sì e 175 No alla House of Commons, ha approvato con un primo step l’unione civile e religiosa di persone dello stesso sesso. Tale consenso per essere attuato verrà trasmesso alla House of Lords e tra qualche mese tornerà per conferma alla House of Commons.
Nonostante alcune ostilità da parte dell’ala conservatrice del Parlamento, la proposta ha riscosso un notevole successo tra Liberali e Laburisti e il pieno appoggio del Primo Ministro David Cameron, il quale ha dichiarato che la legge «renderà più forte la società britannica».
In Francia, invece, l’Assemblée nationale ha dato il via libera definitivo alla legge sulle nozze e sull’adozione di bambini da parte di coppie gay, con 331 voti a favore e 225 contrari. All’interno del pacchetto di misure varato dall’Eliseo, sarà il nuovo articolo 143 del Codice civile a disciplinare la libertà di unirsi nel vincolo matrimoniale tra omosessuali: «Il matrimonio – si legge – è contratto tra due persone di sesso opposto o dello stesso sesso».
Esistono poi Nazioni che prevedono nei loro ordinamenti diverse forme di unioni civili e queste sono Andorra, Brasile, Austria, Colombia, Repubblica Ceca, Ecuador, Finlandia, Francia, Germania, Groenlandia, Irlanda, Israele, Lussemburgo, Nuova Caledonia, Nuova Zelanda, Slovenia, Svizzera, Wallis e Futuna, Regno Unito, Ungheria, Uruguay.
L’Italia, invece, non prevede né il matrimonio egualitario né le unioni civili ed uno dei pochi Paesi in Europa a non aver ancora dibattuto seriamente sulla questione di unioni legali tra persone gay, nonostante la Comunità Europea abbia rivolto diverse pressioni finalizzate a prendere provvedimenti al riguardo.
Alcune Regioni hanno tuttavia adottato dei provvedimenti locali che tutelano i partner non legalmente sposati, siano questi eterosessuali o omosessuali, e sono la Calabria, la Toscana, l’Umbria e l’Emilia Romagna.
L’approvazione dei matrimoni omosessuali ha portato però a delle conseguenze.
Secondo gli oppositori del provvedimento in Francia, i cittadini non sarebbero pronti per la legalizzazione delle adozioni da parte di genitori dello stesso sesso e i sondaggi mostrano un Paese spaccato sulla questione.
Nelle ore successive all’approvazione, centinaia di persone dei movimenti cattolici si sono riversate nelle principali piazze di Parigi per contestare la legge e il presidente socialista dell’Assemblée nationale, Claude Bartolone, ha ricevuto una busta contenente polvere da sparo. La tensione si è poi trasformata in disordini, durati un paio d’ore, fra poche decine di manifestanti contrari alla legge, col volto coperto e armate con bastoni e mazze di ferro, e la polizia.
Più grave la situazione in Russia, dove è stata varata nei mesi scorsi la discussa Legge anti-Magnitsky, che vieta le adozioni da parte di coppie statunitensi. Inoltre la Duma, la Camera bassa del Parlamento russo, ha approvato un progetto di legge che vieta la ‘propaganda’ dell’omosessualità tra i minori. Il documento propone emendamenti al Codice amministrativo, in base al quale i cittadini possono essere multati da 4.000 (100 euro) a 5.000 rubli (125 euro) per la promozione dell’omosessualità in pubblico.
Settantotto, soprattutto in Africa e in Medio Oriente, sono i Paesi che considerano l’omosessualità un reato punibile con il carcere e in alcuni casi con la pena di morte.
In Cina, invece, i gay non sono considerati illegali ma neanche ‘legali’. Per lo stupro omosessuale sono previsti solo quindici giorni di detenzione e solo nel 2001 l’omosessualità è stata rimossa dai disordini mentali.
Al di là degli sterili dati e del riportare un fatto di cronaca, è importante chiarire che con la dicitura ‘matrimonio gay’ nulla viene sottratto a un diritto naturalmente attinente alle persone eterosessuali, ma si percorre piuttosto una strada differente e opposta, allargando un diritto che rischia di trasformarsi in privilegio. Un diritto è infatti tale se è fruibile da tutti i cittadini e da tutte le cittadine in un contesto di totale parità giuridica e culturale.
Il matrimonio, nei Paesi che ora godono di una normativa sulle unioni egualitarie, era fino a qualche tempo fa una prerogativa escludente rispetto alle aspettative democratiche di una fetta (se pur minoritaria) di popolazione. Ma una democrazia si misura proprio negli spazi di azione comune che riconosce ai soggetti potenzialmente svantaggiati.
Di seguito, dunque, l’elenco – ripreso e ottimizzato dal sito di Repubblica – delle Nazioni che attualmente adottano una normativa in tema di matrimonio egualitario.
– Francia: è il quattordicesimo Paese a rendere legali le nozze gay.
– Nuova Zelanda: il 17 aprile 2013 il Parlamento ha approvato la legge sui matrimoni gay, diventando il primo paese dell’Asia-Pacifico a legalizzarli. Nel Paese l’omosessualità era stata depenalizzata solo nel 1986.
– Uruguay: l’11 aprile 2013 è diventato il secondo Paese latinoamericano a permettere le nozze tra omosessuali. La nuova legge prevede l’eliminazione di ogni riferimento al sesso delle persone negli articoli del Codice Civile sul matrimonio.
– Olanda: nel 2001 è stato il primo Paese ad aprire al matrimonio civile per le coppie gay con stessi diritti e doveri delle coppie etero, tra cui l’adozione.
– Belgio: il matrimonio omosessuale è in vigore dal 2003, mentre il via libera alle adozioni è arrivato nel 2006.
– Spagna: le nozze gay sono previste da luglio 2005 e le coppie gay, sposate o no, possono adottare bambini.
– Canada: la legge sul matrimonio gay è del luglio 2005.
– Sudafrica: nel novembre 2006 il Sudafrica è diventato il primo Paese africano a legalizzare le unioni gay attraverso ‘matrimonio’ o ‘partenariato civile’. Le coppie possono anche adottare.
– Norvegia: da gennaio 2009 omosessuali ed eterosessuali sono equiparati davanti alla legge in materia di matrimonio, di adozione e di fecondazione assistita.
– Svezia: le coppie gay possono sposarsi con matrimonio civile o religioso da maggio 2009. L’adozione era già legale dal 2003.
– Portogallo: una legge del 2010 ha abolito il riferimento a ‘sesso diverso’ nella definizione di matrimonio, ma è esclusa la possibilità di adottare.
– Islanda: le nozze omosessuali sono legalizzate dal 2010. Le adozioni sono legali dal 2006.
– Argentina: il 15 luglio 2010 l’Argentina è diventato il primo Paese sudamericano ad autorizzare il matrimonio gay e le adozioni da parte di omosessuali.
– Danimarca: primo Paese al mondo ad aver autorizzato le unioni civili tra omosessuali nel 1989, ha autorizzato nel giugno 2012 le coppie gay a sposarsi davanti alla Chiesa luterana di Stato.
– Messico: le nozze sono possibili sono nella capitale, Città del Messico.
– Stati Uniti: matrimoni tra persone dello stesso sesso sono legali solo in Massachusetts, Connecticut, Vermont, New Hampshire, Iowa, New York, Maine, Maryland, nel distretto di Washington e nello Stato di Washington.
Angela Pansini
