“Atti di sottomissione”, dipendenza e riscatto nell’esordio di Megan Nolan

“Amo la ragazza che ha fatto queste cose, la amo perché mi dispiace per lei, e la capisco”. 
Atti di sottomissione (di disperazione, nel titolo originale) è una storia d’amore. L’amore a volte più difficile da conquistare: quello per se stessi. 
“Pensavo che l’amore di un uomo mi avrebbe riempito così tanto che non avrei avuto più bisogno di bere, mangiare, tagliarmi o fare di nuovo qualsiasi altra cosa al mio corpo. Pensavo che se ne sarebbe fatto carico al posto mio”.

Ci sono voluti quattro anni a Megan Nolan, tra le ultime giovani voci irlandesi arrivate alla ribalta, per completare il suo esordio, pubblicato in Italia da NNE nella nuova collana “Le fuggitive”. Una sorta di monologo interiore, a cavallo tra il romanzo e il memoir, che attraverso il racconto di una relazione ossessiva e degradante esplora i temi del desiderio femminile, delle dipendenze, del rapporto con il corpo e con il sesso e della rivendicazione della propria identità. Un’identità che la protagonista – senza nome – cerca nella storia con Ciaran, un uomo indifferente e pieno di disprezzo, per cui arriva ad annullare e quasi ad annientare se stessa. 

«Vorrei che le donne avessero potere non sugli uomini, ma su loro stesse», scriveva Mary Wollstonecraft nella Rivendicazione dei diritti della donna. Era il 1792, ma il traguardo forse non è ancora raggiunto. Ed è una consapevolezza che scava nell’inconscio, quella della protagonista quando scrive: “Nella mia vita, sarei felice di provare per una volta un desiderio che sono sicura sia solo mio e che non c’entri niente con gli uomini, con quello che è successo in passato con gli uomini, con quello che dicono di me e del mio corpo, con i pensieri che mi hanno ficcato in testa senza che nemmeno me ne accorgessi”.
E poi, senza farsi sconti, conclude:
“Il potere che gli uomini hanno avuto su di me, più che una ragione per odiarli, mi sembra un dato di fatto. E comunque, chi sono io per odiarli? Non avrei potuto rendermi immune da questo loro potere con un po’ di forza di volontà, educazione e orgoglio, in questo nuovo secolo? Non avrei potuto scegliere altri grandi amori invece degli uomini che ho scelto di amare? Certo che avrei potuto, ma non l’ho fatto, e questa, la mia storia, è la storia di un atto mancato”. 

La sincerità, spesso brutale, di Nolan è quel che rende davvero autentiche le sue pagine. Non c’è vittimismo nel racconto del dolore, né ipocrisia nel descrivere quei vuoti riempiti dall’alcol, quella ricerca di senso nella voracità d’impulsi, e infine, anche quella crudeltà – quasi catartica – con cui la protagonista arriva a liberarsi dalla prigione in cui, in fondo, si era costretta.

L’amore era la grande consolazione, avrebbe incendiato i campi della mia vita in un istante, senza lasciare nulla dietro di sé. Lo immaginavo come la grande livella, come una forza che mi avrebbe purificato e con la sua sola presenza mi avrebbe reso degna di riceverlo.

Libro: Atti di sottomissione
Autrice: Megan Nolan, 2021
Titolo originale: Acts of Desperation
Traduttrice: Tiziana Lo Porto
Edizione: NN Editore, 2021
Foto: Sara Grattoggi

Briefly in English: Megan Nolan’s debut “Acts of Desperation” explores the depths of a young woman’s desire in a bold, painful journey from self-annihilation to self-love. The novel’s narrator describes both the dynamics of her toxic relationship with a manipulative man and her quest for meaning and purpose in life through a brutally honest interior monologue that leads to her final empowerment.

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