Treni, velocità e paesaggio: se la foto cattura il movimento

Barcellona
Barcellona (© Gabriele Zabelli – http://www.gabrielezabelli.net)

Il treno vive di una capacità di attraversamento che lo realizza laddove lo dispone nell’immaginario. Un treno fermo ha perciò qualcosa di inadeguato, trasmette all’occhio che lo osserva un senso di rottura: è il movimento di un treno – e non invece la sua stasi – a definirne una sorte di naturalità, di continuità, ed è al contrario la sua sosta a imporsi come discontinuità. Questo rapporto con lo spazio, che è già rapporto con il tempo, potrebbe a prima vista essere attribuito a qualunque veicolo, o mezzo di trasporto, stando ovviamente per tutti nello spostamento il fine originario. Tuttavia, forse per la singolare linearità del suo tragitto, forse per la sempre uguale e già ordinata sequenza delle fermate, il treno vive il tempo del movimento diversamente da ogni altro mezzo.

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Coraggio e dittatura, le circostanze dell’amore

circumstancePrima colpisce lo sguardo, poi tutto il resto: la vera forza di questo film coraggioso e intenso si trova negli occhi delle protagoniste, Atafeh e Shireen, belle e splendenti di luce divina, animate da una linfa vitale che stride con violenza con le dure regole del regime iraniano. In una Teheran divisa tra sfrenate feste private e grigia vita pubblica, si scioglie l’amore di due ragazze che osano sfidare religione e tradizione in nome di un sentimento più grande. Un rapporto profondo fatto di complicità, amicizia e squarci di estrema sensualità.

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Tra leggende e superstizioni: (Mal)occhio all’albero!

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(© CB)

Si chiama Nazar Boncuğu, letteralmente “perla del malocchio”: è un amuleto di vetro con disegni concentrici o a forma di lacrima, in blu, azzurro, bianco e nero. In molti Paesi islamici, questo piccolo occhio protegge contro gli influssi negativi e lo sguardo maligno del diavolo. In Turchia il Nazar Boncuğu è un’istituzione e si può trovare ovunque: in casa, nei negozi, nei gioielli come ornamento. L’albero della foto, in Cappadocia, accoglie ogni giorno centinaia di talismani di ogni dimensione. Secondo la tradizione, si esprime un desiderio e si appende il ciondolo a un ramo dell’albero: quanto più in alto si arriva, tante più possibilità si hanno che il desiderio si realizzi.

L’arte (e la satira) salveranno il mondo

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©ML

Tutti conoscono Banksy, l’artista che ha coperto i muri di Londra con i suoi meravigliosi graffiti satirici. Questo in cui ci siamo imbattute ha un significato politico e sociale preciso: realizzato sulla facciata di uno degli immensi palazzi di Canary Wharf, uno dei due cuori finanziari della città, dà voce alla generazione i cui sogni son stati travolti dalla crisi economica, e i cui progetti di vita son stati sacrificati proprio in nome delle dure regole dell’alta finanza.

Perché non balli? Il flash mob al femminile

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(© CB)

Anche le statue partecipano al flash mob “One billion rising” organizzato in tutte le città del mondo per protestare a ritmo di musica contro la violenza sulle donne. La donna che legge, comodamente seduta in una delle principali vie di Ankara, è un omaggio alla lotta per la difesa dei diritti umani. Oggi sul suo petto fa bella mostra di sé un volantino con il nome della manifestazione svoltasi a pochi metri di distanza. L’evento, che ha visto scendere in piazza per ballare centinaia di uomini e donne, rientra nel V-Day, appuntamento creato nel 1998 da Eve Ensler (autrice de I monologhi della vagina) per denunciare la violazione dei diritti delle donne e il femminicidio. I manifestanti hanno danzato sulle note di Break the chain, scritta dalla stessa Ensler e coreografata da Debbie Allen.

The Man Who Built The Globe

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©marinalomunno

Giunse a Londra dal Nuovo Mondo, Sam Wanamaker, per ridar vita al Globe di William Shakespeare. Sfuggito al maccartismo nel 1950, l’attore e regista americano restò sconvolto dallo stato di abbandono in cui versava il sito su cui una volta sorgeva il glorioso teatro. Ricostruire il Globe divenne la sua grande ossessione: nel 1970 fondò lo Shakespeare Globe Trust, in seguito ottenne sito e permessi necessari per l’avvio dei lavori. Istituzioni e colleghi britannici gli erano ostili: la sua intromissione era imperdonabile.
Sua Maestà inaugurò il nuovo Globe Theatre il 12 giugno 1997, a quattro anni dalla morte di Sam, che non potè vedere il suo progetto realizzato. Questa targa lo ricorda, all’esterno del Globe, in riva al Tamigi.

Per le donne di Tahrir, in tutte le piazze del mondo

L'appello lanciato da "The uprising of women in the arab world"
L’appello lanciato da “The uprising of women in the arab world”

L’appuntamento è per oggi alle 18 davanti ad ambasciate e consolati d’Egitto in tutto il mondo. La parola d’ordine è: solidarietà per le donne di piazza Tahrir, sempre più spesso dileggiate, assaltate e violentate mentre scendono per strada a manifestare il proprio dissenso e portare avanti il sogno della rivoluzione. È l’appello lanciato da The uprising of women in the arab world, movimento nato per difendere i diritti delle donne nei Paesi arabi, e diventato virale grazie ai social network. “Noi, cittadini di tutte le nazionalità, non guarderemo in silenzio il diffondersi dell’epidemia del terrorismo sessuale. Vogliamo mostrare supporto, solidarietà e ammirazione per le vittime che hanno pagato con la propria pelle il prezzo della rivoluzione egiziana ancora in atto, e per i volontari eroici che rischiano la loro vita per una Tahrir più sicura”.

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Ad una proiezione londinese di Girlfriend in a Coma

girlfriend in a coma_photoIn apertura, precisiamo (e rassicuriamo): la censura imposta alla proiezione di Girlfriend in a Coma prevista per il 13 Febbraio al MAXXI di Roma è stata opportunamente aggirata da L’Espresso, che renderà disponibile sul suo sito web il file scaricabile del documentario proprio mercoledì, e che ne ha organizzato, nella stessa giornata, la prima proiezione italiana (Teatro Eliseo di Roma, ore 21). Del resto, come è noto, la censura ai tempi di internet è un’arma a doppio taglio, e ciò che il canale ufficiale vieta, il canale alternativo ripropone e amplifica: il veto imposto da Giovanna Melandri non ha fatto altro che galvanizzare il tam tam mediatico attorno al film, basti pensare che la petizione promossa da Articolo21 su Change.org ha, mentre scriviamo, superato le 31mila firme, mentre cresce rapidamente l’attenzione per Girlfriend in a Coma sui social media.Continua a leggere…