Almeno una poesia al giorno. Per tutti!

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Chi ha detto che la poesia non è per tutti? Il mondo è pieno di animi ricettivi alle rime, l’importante è saperle veicolare.
Qualcosa del genere deve aver pensato la scrittrice Judith Chernaik quando nel 1986 scrisse al direttore generale della Tube, la metropolitana di Londra, chiedendogli se non fosse il caso di decorare le pareti dei treni con delle poesie, per alleviare lo stress dei pendolari all’ora di punta e, al tempo stesso, per diffondere tra la gente l’amore per la letteratura. Sorprendentemente ricevette risposta: se avesse presentato idee e materiali, sarebbe stato fatto tutto il possibile per realizzare il progetto.
Il British Council fornì un piccolo budget di partenza, mentre la casa editrice Faber si occupò gratuitamente del design e della stampa dei singoli poster.
Dal 1986, quindi, i milioni di utenti della tube viaggiano accompagnati dai versi di Shakespeare, Blake, Dickinson, Wordsworth, Donne, ma anche da quelli di autori stranieri e contemporanei.
I versi che abbiamo fotografato sulla Bakerloo line appartengono alla poetessa londinese Connie Bensley, e fanno parte delle poesie scelte per celebrare i 150 anni di vita della Tube, tutte in vario modo attinenti allo stesso tema: Londra, com’era nel passato, come la vediamo oggi.

L’arte (e la satira) salveranno il mondo

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Tutti conoscono Banksy, l’artista che ha coperto i muri di Londra con i suoi meravigliosi graffiti satirici. Questo in cui ci siamo imbattute ha un significato politico e sociale preciso: realizzato sulla facciata di uno degli immensi palazzi di Canary Wharf, uno dei due cuori finanziari della città, dà voce alla generazione i cui sogni son stati travolti dalla crisi economica, e i cui progetti di vita son stati sacrificati proprio in nome delle dure regole dell’alta finanza.

The Man Who Built The Globe

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Giunse a Londra dal Nuovo Mondo, Sam Wanamaker, per ridar vita al Globe di William Shakespeare. Sfuggito al maccartismo nel 1950, l’attore e regista americano restò sconvolto dallo stato di abbandono in cui versava il sito su cui una volta sorgeva il glorioso teatro. Ricostruire il Globe divenne la sua grande ossessione: nel 1970 fondò lo Shakespeare Globe Trust, in seguito ottenne sito e permessi necessari per l’avvio dei lavori. Istituzioni e colleghi britannici gli erano ostili: la sua intromissione era imperdonabile.
Sua Maestà inaugurò il nuovo Globe Theatre il 12 giugno 1997, a quattro anni dalla morte di Sam, che non potè vedere il suo progetto realizzato. Questa targa lo ricorda, all’esterno del Globe, in riva al Tamigi.

Ad una proiezione londinese di Girlfriend in a Coma

girlfriend in a coma_photoIn apertura, precisiamo (e rassicuriamo): la censura imposta alla proiezione di Girlfriend in a Coma prevista per il 13 Febbraio al MAXXI di Roma è stata opportunamente aggirata da L’Espresso, che renderà disponibile sul suo sito web il file scaricabile del documentario proprio mercoledì, e che ne ha organizzato, nella stessa giornata, la prima proiezione italiana (Teatro Eliseo di Roma, ore 21). Del resto, come è noto, la censura ai tempi di internet è un’arma a doppio taglio, e ciò che il canale ufficiale vieta, il canale alternativo ripropone e amplifica: il veto imposto da Giovanna Melandri non ha fatto altro che galvanizzare il tam tam mediatico attorno al film, basti pensare che la petizione promossa da Articolo21 su Change.org ha, mentre scriviamo, superato le 31mila firme, mentre cresce rapidamente l’attenzione per Girlfriend in a Coma sui social media.Continua a leggere…

Letteratura e società: i primi dieci anni di vita di Words Without Borders

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Creare un ponte fra culture distanti, aprire una finestra sulla molteplicità dei punti di vista, offrire ai lettori di lingua inglese, attraverso la voce di autori di lingua straniera, verità alternative a quella imposte dal loro sistema culturale. Così descritta, la mission di Words Without Borders sembra appartenere più a un’impresa sociale che a una rivista letteraria, e, difatti, ha un significato prettamente sociale il presupposto da cui questo progetto americano è partito: la letteratura è l’arma più efficace per combattere l’ignoranza, e combattere l’ignoranza significa eliminare l’intolleranza, prevenire l’odio e, di conseguenza, la guerra.Continua a leggere…

I disastri della guerra secondo Ricardo Menéndez Salmón

desastres_de_la_guerraNonostante i progressi scientifici e il proliferare di teorie più o meno credibili a riguardo, la mente umana resta un mistero insondabile. Prendiamo il male, nelle sue manifestazioni concrete: l’uomo è l’unico essere vivente capace di cattiveria illimitata e ingiustificata, e il Novecento ha dato ampiamente prova di questo. Ma è anche un fatto esclusivamente umano il rifiuto del male, il tentativo di resistenza ad esso, la volontà di sconfiggerlo, il restarne sopraffatti. È del tutto particolare, e di profonda valenza metaforica, il trauma che subisce Kurt, protagonista de La Ofensa di Ricardo Menéndez Salmón, di fronte ad un evento di crudeltà assoluta.Continua a leggere…