“Rubare la notte”, la vita immaginata di Antoine de Saint-Exupéry 

Lo ha conosciuto da bambina, attraverso le letture che il padre – cantante lirico – le regalava prima di andare a dormire. Recitando Il piccolo principe, o interpretando Pilota di guerra. Un mondo, quello di Antoine de Saint-Exupéry, che Romana Petri ha studiato a fondo negli anni, fino a sentire il bisogno di calarsi nei suoi panni (e nei suoi pensieri) per raccontarcelo in questa deliziosa biografia romanzata. Sospesa – come lo era lui – tra cielo e terra, realtà e immaginazione. 

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“E poi saremo salvi”: fuggire per sopravvivere, fermarsi per trovare pace

Lo strazio della guerra è una ferita che non guarisce, è il passato che riemerge dall’inconscio o da vecchi scatoloni custoditi in un seminterrato. Uno strappo che può rimanere sepolto a lungo, tenuto a bada, sopito; ma poi risale in superficie con il suo fardello di dolore e rimorso. È così per Aida, scappata a sei anni dalla Bosnia incendiata dall’odio etnico e approdata in un’Italia sconosciuta: una nuova terra in cui trovare casa, nella speranza di poter tornare un domani in patria. 

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“Euforia”: se l’ossessione amorosa oscura il talento

È indiscutibile che il talento femminile ai tempi del patriarcato sia subordinato al giudizio sulla vita privata di chi lo possiede, e la figura di Sylvia Plath è l’epitome di questa realtà. La sua depressione cronica e la storia tormentata con Ted Hughes, sfociati nel suicidio a 31 anni, hanno preso il sopravvento, nei media e nell’immaginario collettivo, su un talento letterario che ha generato La campana di vetro e un’opera poetica degna del Pulitzer.

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