Per le donne di Tahrir, in tutte le piazze del mondo

L'appello lanciato da "The uprising of women in the arab world"
L’appello lanciato da “The uprising of women in the arab world”

L’appuntamento è per oggi alle 18 davanti ad ambasciate e consolati d’Egitto in tutto il mondo. La parola d’ordine è: solidarietà per le donne di piazza Tahrir, sempre più spesso dileggiate, assaltate e violentate mentre scendono per strada a manifestare il proprio dissenso e portare avanti il sogno della rivoluzione. È l’appello lanciato da The uprising of women in the arab world, movimento nato per difendere i diritti delle donne nei Paesi arabi, e diventato virale grazie ai social network. “Noi, cittadini di tutte le nazionalità, non guarderemo in silenzio il diffondersi dell’epidemia del terrorismo sessuale. Vogliamo mostrare supporto, solidarietà e ammirazione per le vittime che hanno pagato con la propria pelle il prezzo della rivoluzione egiziana ancora in atto, e per i volontari eroici che rischiano la loro vita per una Tahrir più sicura”.

Continua a leggere…

Tunisi: accanto alla vedova il Paese che non ci sta

Chokri Belaid, esponente dell’opposizione ucciso a Tunisi

Migliaia di persone scese in piazza per protestare, scontri in diverse città, caos istituzionale. Un omicidio politico nella Tunisia del dopo Ben Ali scuote dalle fondamenta il Paese che aveva sognato un esito diverso per la sua primavera. Chokri Belaid era un esponente di punta di un partito d’opposizione interno al Fronte Popolare: avvocato, 48 anni, ha lottato per difendere la laicità dello Stato contro la politica islamista portata avanti dal partito di maggioranza Ennahdha. Ora la Tunisia è a un punto di svolta: il premier Hamadi Jebali ha subito condannato l’attentato e proposto la formazione di un governo tecnico, mentre il Paese manifesta e abbraccia la moglie di Belaid, Besma Khlifi, che ha superato il dolore per unirsi ai cortei.

Continua a leggere…

La bicicletta verde, quel simbolo di libertà

biciclettaverde1È dalle cose semplici che nascono i cambiamenti più radicali. In questo caso è il sorriso di Wadjda a illuminare il velo nero con cui le donne si coprono dagli uomini e da se stesse. In una benestante famiglia della borghesia saudita, si muove questa ragazzina cui le regole della scuola e della vita – velo integrale, preghiere, atteggiamento modesto e compito – stanno strette. Ma Wadjda non è un’eroina in senso stretto, non fa battaglie e non fa rumore: la sua protesta è nelle scarpe da ginnastica ostentate sotto la tunica, nei braccialetti colorati indossati e venduti a scuola, negli occhi vivaci e furbi, di quella furbizia scanzonata e pulita che hanno solo i bambini.Continua a leggere…

E ora dove andiamo? La guerra vista dalle donne

labakidonne1Va detto subito, a uscirne male sono gli uomini: distratti, impulsivi, in fondo amabilmente soggiogati dalle proprie donne. Sullo sfondo di uno scontro di religioni tanto cruento quanto insensato, emerge la storia di uomini e donne chiusi in una sorta di villaggio senza tempo, un luogo altro in cui cristiani e musulmani hanno trovato il modo di convivere pacificamente. Armonia di cui si fanno custodi le donne, ultimo vessillo della ragione quando gli echi degli incidenti tra le diverse fazioni religiose nel resto del Paese rischiano di minare l’equilibrio della comunità.Continua a leggere…

Tunisia, dove sta andando la rivoluzione

Indicazioni stradali nell’entroterra tunisino (© CB)

Si chiamava Mohamed Bouazizi, suicida perché non aveva più nulla. Era il 17 dicembre 2010 quando, a 26 anni, un ambulante tunisino si dava fuoco a Sidi Bouzid, in una delle zone più povere del Paese. Un gesto di protesta contro il caro vita e la miseria, un gesto che ha fatto il giro del mondo ed è diventato il simbolo del “risveglio arabo” in Maghreb e Medio Oriente. Continua a leggere…