Tutti pazzi per Rose: benvenuti negli anni ‘50

rose

Se non avete mai partecipato a una gara di velocità dattilografica, ebbene, è il momento di farlo. Perché il film Tutti pazzi per Rose, opera prima del francese Régis Roinsard, vi introdurrà senza esitazioni in un vortice di vestitini bon ton, acconciature composte, unghie colorate e dita che battono freneticamente sugli ultimi modelli di macchine da scrivere. Il tutto in una perfetta atmosfera anni ’50, con scenografie curate nel dettaglio, capaci di risucchiare lo spettatore nella Francia del dopoguerra, da un paesino della Bassa Normandia fino a Parigi, inseguendo il piccolo sogno di una donna che vuole emanciparsi e quindi fare la segretaria, massimo esempio di modernità femminile del tempo.

Continua a leggere…

“We have already won”. Letter from a Turk to his country

© Engin Korkmaz

In the last few weeks I have been talking with many Turkish people: I listened to their stories, looked at pictures and videos they had sent me, chatted with them. I felt their hope and their anger, trying to understand their feelings and express them in my articles. Then, when you get emails like this one, a journalistic summary suddenly seems to be useless: you realize that such an email cannot be shortened and the only thing you can do is to translate it as literally as possible so that you don’t miss a word; because every sentence is important and the testimony of a young man has turned into a declaration of love for his people and his country. Here is the letter:

I am trying to follow international media since the start of the Turkish Resistance but I don’t think there is enough coverage from the world media that asks and answers these questions: ‘Who are they?’ and ‘What are they trying to do?’. I can’t blame them, even most of my friends who resist with me can’t clearly understand what is actually going on right now.

“Noi abbiamo già vinto”. Lettera di un turco al suo Paese

© Engin Korkmaz

Nelle ultime settimane ho parlato con molti ragazzi turchi: ho ascoltato i loro racconti, guardato foto e video che mi mandavano, chiacchierato con loro in chat. Ho raccolto la loro speranza e la loro rabbia, cercando di capirle e farle passare in un articolo. Poi, quando arrivano email come questa, la sintesi giornalistica appare di colpo inutile: allora ti rendi conto che un’email così non la puoi tagliare, che l’unica cosa da fare è tradurla il più fedelmente possibile per non perdere neanche una parola. Perché ogni frase parla da sola, e quella che era la testimonianza di un ragazzo, si è trasformata in una dichiarazione d’amore per la sua gente e il suo Paese. Ecco la lettera:

Sto cercando di seguire i media internazionali dall’inizio della Resistenza turca, ma non penso che ci sia sufficiente copertura da parte dei mezzi di comunicazione su questi quesiti: “Chi sono?” e “Cosa stanno cercando di fare?”. Non posso prendermela con loro, persino la maggior parte dei miei amici che resiste insieme a me non riesce a capire con chiarezza quello che sta succedendo.

Continua a leggere…

Grande e dolente, semplicemente Gatsby

gatsby

“Sorrise con aria comprensiva, molto più che comprensiva. Era uno di quei sorrisi rari, dotati di un eterno incoraggiamento, che si incontrano quattro o cinque volte nella vita. Affrontava – o pareva affrontare – l’intero eterno mondo per un attimo, e poi si concentrava sulla persona cui era rivolto con un pregiudizio irresistibile a suo favore. La capiva esattamente fin dove voleva essere capita, credeva in lei come a lei sarebbe piaciuto credere in se stessa, e la assicurava di aver ricevuto da lei esattamente l’impressione che sperava di produrre nelle condizioni migliori. Esattamente a questo punto svaniva, e io mi trovavo di fronte a un giovane elegante che aveva superato da poco la trentina e la cui ricercatezza nel parlare rasentava l’assurdo”.
F. Scott Fitzgerald – Il grande Gatsby

Così, in uno dei più grandi classici della letteratura mondiale, entra in scena Jay Gatsby, fascinoso e indolente, sfacciatamente ricco e garbatamente elegante, misterioso anfitrione che coltiva la propria leggenda centellinando apparizioni e sorrisi. Si fa desiderare anche dal lettore, questo parvenu della New York anni ’20, costringendolo ad aspettare 50 pagine prima di poterne ammirare la teatrale comparsa. La trasposizione cinematografica di Baz Luhrmann ricalca fedelmente lo spirito del libro: prepara la voce fuori campo che narrerà la storia, infarcisce la trama di travolgenti feste barocche, spinge musica e corpi al parossismo per preparare l’ingresso in scena di un Leonardo Di Caprio perfettamente calato nella parte.

Continua a leggere…

Taksim: il volto pacifico della protesta

police&flowersNon solo scontri e violenze. Mentre le manifestazioni continuano in tutta la Turchia e l’Associazione dei medici turchi diffonde il drammatico bollettino di oltre 4mila feriti e 3 morti in cinque giorni di proteste, c’è anche spazio per momenti positivi. Nella foto, una ragazza porge fiori alla polizia ad Ankara, dove ieri sera i cortei si sono svolti nel quartiere di Kizilay senza gravi incidenti. Stesso scenario a Istanbul in piazza Taksim, cuore di OccupyGezi, che ha visto i manifestanti riunirsi pacificamente con balli e musica. Curiosa poi l’iniziativa di centinaia di anonimi sostenitori del movimento, che hanno ordinato per i giovani in piazza migliaia di panini da una famosa catena di fast-food a domicilio. Il destinatario? Semplicemente: Taksim.

Turchia, scontri e morti. Non si ferma l’ondata anti-Erdoğan

occupyfrankfurt
Una manifestazione dei turchi residenti a Francoforte

Ancora proteste in Turchia: non si placa la rabbia della gente che continua a manifestare contro la politica autoritaria e filo-islamica del premier Recep Tayyp Erdoğan. Questa mattina il segretario generale della Fondazione turca per i diritti umani, Metin Bakkalci, ha ufficializzato la notizia della morte cerebrale di un ragazzo, ferito con un colpo di pistola alla testa durante gli scontri di ieri ad Ankara. L’altra vittima di cui si ha notizia ufficiale è un ragazzo travolto da un taxi lanciatosi sulla folla che occupava una superstrada a Istanbul. Dall’inizio degli scontri, venerdì scorso, ci sono stati mille feriti a Istanbul, 700 ad Ankara, e oltre 1700 persone sono stare arrestate (molte poi rilasciate). Intanto cortei di solidarietà si svolgono nelle piazze di tutto il mondo: nella foto, mandataci da una ragazza turca che chiede di restare anonima, la manifestazione di Francoforte.

Istanbul: cariche e lacrimogeni sugli indignados di Gezi Park

gezipark2

Si infiammano le strade di Taksim, uno dei quartieri più noti e più turistici di Istanbul. Dalla notte del 26 maggio scorso, centinaia e poi migliaia di cittadini sono scesi in piazza per protestare contro l’abbattimento di una delle poche aree verdi della città per costruire un centro commerciale. Durissima la reazione della polizia, che da due giorni sta caricando la folla con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua. Almeno un centinaio i feriti secondo l’Istituto per la sanità di Istanbul, tra cui un deputato del partito curdo Bdp, Sırrı Süreyya Önder, e Ahmet Sik, giornalista turco famoso per un libro critico verso il governo. Secondo alcune fonti, non confermate, una donna sarebbe morta in seguito agli scontri.

Continua a leggere…

Lo sfarzo vuoto della grande bellezza

bellezza

Se l’obiettivo era girare un film “su nulla”, materializzando sullo schermo quello che Flaubert si proponeva di fare sulla carta, allora siamo davanti a un’opera riuscitissima. Perché il vuoto è il protagonista assoluto di questa carrellata sontuosa e decadente di musica a palla, corpi rifatti e sfatti, feste abbaglianti e residenze lussuose. La grande bellezza di Paolo Sorrentino è la realtà molto luccicante e molto cafona di un micromondo – quello salottiero della capitale – che vive all’eccesso spostandosi da un ricevimento all’altro quasi per inerzia. A fare da narratore ci pensa Toni Servillo, impeccabile nei panni di Jep Gambardella, scrittore e giornalista che ha scritto un solo libro molti anni prima e poi più niente – perché “Roma ti distrae”. E Roma permea tutto il film, si nasconde negli sfondi, rivela il lato più intimo nelle volte dei suoi antichi palazzi, si concede interamente nelle inquadrature che la ritraggono di giorno e di notte, sempre avvolgente, sempre splendidamente complice eppure sempre lontana, quasi indifferente ai drammi umani che vanno in scena dietro quel divertimento orgiastico cui nessuno sembra aver voglia di rinunciare.

Continua a leggere…