Anıtkabir, il tempio di un uomo diventato mito

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(© CB)

Il suo sguardo magnetico e fiero emerge dalle pareti di ogni edificio della capitale, sia esso un negozio, una casa, un complesso pubblico. Quello che lega la Turchia al suo padre fondatore, Mustafa Kemal Atatürk, è un amore al limite del culto, una devozione che non si incrina a più di 70 anni dalla sua morte. Fu proprio il primo Parlamento della Turchia moderna, fondata nel 1923, a donargli il nome Atatürk – padre dei turchi – quando fu varata la legge che introduceva l’uso dei cognomi nello stato di famiglia. Lui è stato l’ispiratore della guerra d’indipendenza, delle riforme laiche, della lingua moderna con l’introduzione dell’alfabeto latino. Tutte misure per avvicinarsi a quell’Occidente cui la Turchia, ponte naturale fra mondi e culture diverse, ha sempre guardato con un misto di interesse e diffidenza.
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Qatar: quando il potere trema davanti a una poesia

poetaSiamo tutti la Tunisia di fronte all’élite repressiva.
(Muhammad al-Ajami)

È per questo verso, scritto nel 2011, declamato in una riunione con amici e poi pubblicato su internet, che il poeta del Qatar Muhammad al-Ajami è stato condannato all’ergastolo dalla Corte di Doha; pena poi ridotta in appello, lo scorso febbraio, a 15 anni. L’accusa è quella di aver “incitato al rovesciamento del poter costituito” e aver “insultato l’emiro” Sheikh Hamad bin Khalifa al-Thani. Amnesty International ha lanciato un appello, rivolto al ministro dell’Interno del piccolo Paese del Golfo, perché liberi Al-Ajami, in carcere da oltre un anno per un reato di coscienza. Si profila una situazione imbarazzante per le autorità del Qatar, impegnate negli ultimi mesi a rilanciare l’immagine del proprio Stato come realtà moderna, tollerante e impegnata per la difesa dei diritti umani.

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Argo: se il sogno di Hollywood strega i guardiani della rivoluzione


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La vita, per tutte le sfacciate assurdità, piccole e grandi, di cui beatamente è piena, ha l’inestimabile privilegio di poter fare a meno di quella stupidissima verosimiglianza, a cui l’arte crede suo dovere obbedire.
(Luigi Pirandello, Avvertenza sugli scrupoli della fantasia)

Le parole con cui Luigi Pirandello difendeva la verosimiglianza del suo Il fu Mattia Pascal potrebbero benissimo essere applicate ad Argo, produzione americana che gioca (e vince l’Oscar come miglior film) con uno degli episodi più incredibili della storia recente. La regia pulita e rigorosa di Ben Affleck ricostruisce infatti il piano Canadian Caper, messo in piedi dalla Cia per portare in salvo fuori dall’Iran sei cittadini statunitensi sfuggiti all’assedio dell’ambasciata americana a Teheran il 4 novembre 1979. La gravissima crisi diplomatica fra Usa e Iran all’indomani della rivoluzione islamica – con la fuga oltreoceano dello scià Reza Pahlavi e l’insediamento al potere dell’ayatollah Khomeini – tocca il dramma, si tinge di farsa, sfiora la tragedia fino al colpo di scena e alla risoluzione finale.

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Santa Sofia, dove la Sapienza è bella come una dea

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(© CB)

Ogni monumento porta con sé l’impronta degli uomini che l’hanno costruito e accompagnato nel tempo. Una storia particolare, in questo senso, è quella della basilica di Santa Sofia, nella parte antica di Istanbul. Costruita nel VI secolo per volere dell’imperatore Giustiniano, ornata con lastre d’oro e argento, marmi e preziosi mosaici bizantini, ha rappresentato la cristianità per un millennio, fino alla caduta di Costantinopoli per mano del sultano Mehmet II. Fu lui, il giorno stesso della conquista, il 29 maggio 1453, a far pronunciare il primo sermone che l’avrebbe trasformata in moschea. Santa Sofia è rimasta un luogo di culto fino al 1935, quando è diventata un museo per volere di Atatürk, ma – contrariamente a quanto si potrebbe pensare – non è mai stata consacrata ad alcun santo.Continua a leggere…

Ankara, una fiera dell’educazione per formarsi all’estero

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(© CB)

Decine di stand, centinaia di ragazzi, brochure, cataloghi informativi. Per un giorno uno dei più esclusivi hotel di Ankara si è trasformato nella cornice della Fiera internazionale dell’educazione: appuntamento che riunisce rappresentanti delle più prestigiose università del mondo per offrire agli studenti importanti opportunità formative all’estero. Un’occasione annuale che nelle prime due settimane di marzo tocca le principali città turche, da Istanbul ad Ankara, passando per Bursa e Smirne. L’obiettivo? Permettere ai ragazzi turchi di guardare a possibilità di master e corsi universitari oltre confine. L’Italia era presente nella capitale con la Cattolica e lo Ied di Milano, che ogni anno mettono a disposizione degli studenti stranieri numerose borse di studio.

Lacrime per Chávez, amato odiato socialista del XXI secolo

chavezÈ morto Hugo Chávez. Era una notizia attesa da tempo, anticipata da voci sulla malattia, sulle cure, sui viaggi sempre più misteriosi e disperati a Cuba. Eppure, è difficile abituarsi all’idea di un’uscita di scena così repentina dopo 14 anni al timone di una delle più grandi potenze dell’America Latina. Oggi Caracas è in lutto, il popolo – le classi meno abbienti che lui aveva saputo conquistare e coccolare – piange il leader che ha sfidato gli Stati Uniti, gli organismi internazionali, decenni di politica corrotta ed elitaria. Inviso alla borghesia venezuelana e ai governi occidentali, Chávez portava con sé il fascino innegabile del carisma, dell’uomo venuto dal nulla per portare avanti un’idea diversa di nazione e un nuovo orgoglio identitario per l’America Latina.

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Debtocracy: il debito immorale che soffoca i cittadini

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© George Tsartsianidis

Da mesi campeggia sui giornali di tutto il mondo con toni degni della migliore tradizione tragica: il debito della Grecia è diventato lo spauracchio tormentone da esibire in rassegne televisive, edicole, discorsi al bar. E con lui l’eterno interrogativo: se Atene crolla porterà con sé il resto dell’Europa? Dopo dibattiti estenuanti, interminabili sedute notturne di vertici europei ed esperti internazionali, l’accordo è stato raggiunto: osservatori della Troika (Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale e Unione europea) ai piedi del Partenone, e un pacchetto complessivo di 240 miliardi nelle casse elleniche per evitare il rischio default. Già, ma se il fallimento – sulla carta – è stato scongiurato, come si traduce questo nella vita di milioni di cittadini?

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Quote rosa in hotel: quando le donne scelsero la carriera


marthaEsattamente 110 anni fa, il 2 marzo del 1903, apriva i battenti sulla 30esima strada a New York il Martha Washington Hotel, primo albergo pensato per accogliere donne lavoratrici, sia per brevi periodi sia per soggiorni più stabili. Le donne cominciavano a fare i primi passi nel mondo del lavoro e non era facile trovare una sistemazione abitativa che prevedesse una signora sola, svincolata dal tradizionale ruolo di angelo del focolare. L’hotel, costruito dall’architetto Robert Williams Gibson, nacque proprio per ospitare donne indipendenti: artiste, insegnanti, impiegate e segretarie alloggiavano in una delle 416 stanze fra la quinta e la sesta Avenue a Manhattan. Gli uomini? Ammessi solo nella sala da tè e al ristorante. Il Martha Washington Hotel, inserito lo scorso anno nella lista degli edifici storici della Grande Mela, è rimasto fedele alla sua vocazione femminile fino al 1998; oggi è ancora un albergo, il King and Grove, aperto a tutti.