Ankara, una fiera dell’educazione per formarsi all’estero

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(© CB)

Decine di stand, centinaia di ragazzi, brochure, cataloghi informativi. Per un giorno uno dei più esclusivi hotel di Ankara si è trasformato nella cornice della Fiera internazionale dell’educazione: appuntamento che riunisce rappresentanti delle più prestigiose università del mondo per offrire agli studenti importanti opportunità formative all’estero. Un’occasione annuale che nelle prime due settimane di marzo tocca le principali città turche, da Istanbul ad Ankara, passando per Bursa e Smirne. L’obiettivo? Permettere ai ragazzi turchi di guardare a possibilità di master e corsi universitari oltre confine. L’Italia era presente nella capitale con la Cattolica e lo Ied di Milano, che ogni anno mettono a disposizione degli studenti stranieri numerose borse di studio.

Celebrare le donne salvando loro la vita: Emergency ad Anabah

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©Monika.S.Jakubowska & photography

Una celebrazione alternativa della Giornata Internazionale della Donna quella di ieri sera a Bethnal Green, Londra, grazie ad Emergency UK.
Al The Gallery Cafe, locale vegetariano-vegano gestito dai volontari della St. Margaret House Charity, un nutrito gruppo di persone ha potuto condividere l’esperienza di Eleonora, ostetrica Emergency appena rientrata dal Centro di Maternità di Anabah, Afghanistan. Generosa nel raccontare le sue giornate al Centro, le difficoltà generate dall’impatto con una cultura diversa e particolarmente ingiusta nei confronti delle donne, la gioia di poter fare la differenza per molta gente, ogni giorno, Eleonora ha regalato una “festa della donna” finalmente piena di senso, di condivisione e di speranza.Continua a leggere…

Giornata Internazionale della Donna 2013: cosa dobbiamo ricordare, contro cosa dobbiamo lottare

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Barbara Sukowa interpreta Rosa Luxemburg nel film di Margarethe Von Trotta (1986)

Nel corso degli anni l’8 marzo ha subito un processo di svalutazione, come la moneta o il titolo di studio. Oggi è, per molti, un’altra delle feste commerciali, di origine vagamente anglosassone, in cui i fiorai fanno orario continuato e ristoranti e pub approntano menu speciali, sperando di poter, per un giorno, allentare la morsa della crisi economica.
In realtà, le origini di questa celebrazione sono tutt’altro che commerciali, e tutt’altro che anglosassoni: dimentichiamo la storia del rogo di donne operaie alla fabbrica Cotton di New York, e cambiamo totalmente prospettiva, passando dalla produttiva America del primo Novecento alla Russia rivoluzionaria.Continua a leggere…

Camera da (e)letto: quel pudore che rende il voto segreto

C’è una relazione intima tra la camera da letto e la cabina elettorale? Appare con una certa evidenza, in effetti, come il movimento all’atto sessuale e quello all’atto votante convivano di un’analogia, forse meno sottile di quanto sembri sulle prime. Partiremo da un fenomeno estetico comune a entrambe le dinamiche: il pudore. Diciamo estetico e non morale perché è delle manifestazioni del pudore, e non tanto dei valori a esso sottesi, che si va tentando un’analisi. Il pudore (e la vergogna) è un affetto gemellato con il desiderio: erotismo e suo nascondimento si alimentano l’uno della pulsazione dell’altro, proprio nella misura in cui proviamo attrazione senza poterla confessare, almeno non completamente, meno che mai a noi stessi.

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Lacrime per Chávez, amato odiato socialista del XXI secolo

chavezÈ morto Hugo Chávez. Era una notizia attesa da tempo, anticipata da voci sulla malattia, sulle cure, sui viaggi sempre più misteriosi e disperati a Cuba. Eppure, è difficile abituarsi all’idea di un’uscita di scena così repentina dopo 14 anni al timone di una delle più grandi potenze dell’America Latina. Oggi Caracas è in lutto, il popolo – le classi meno abbienti che lui aveva saputo conquistare e coccolare – piange il leader che ha sfidato gli Stati Uniti, gli organismi internazionali, decenni di politica corrotta ed elitaria. Inviso alla borghesia venezuelana e ai governi occidentali, Chávez portava con sé il fascino innegabile del carisma, dell’uomo venuto dal nulla per portare avanti un’idea diversa di nazione e un nuovo orgoglio identitario per l’America Latina.

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Debtocracy: il debito immorale che soffoca i cittadini

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© George Tsartsianidis

Da mesi campeggia sui giornali di tutto il mondo con toni degni della migliore tradizione tragica: il debito della Grecia è diventato lo spauracchio tormentone da esibire in rassegne televisive, edicole, discorsi al bar. E con lui l’eterno interrogativo: se Atene crolla porterà con sé il resto dell’Europa? Dopo dibattiti estenuanti, interminabili sedute notturne di vertici europei ed esperti internazionali, l’accordo è stato raggiunto: osservatori della Troika (Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale e Unione europea) ai piedi del Partenone, e un pacchetto complessivo di 240 miliardi nelle casse elleniche per evitare il rischio default. Già, ma se il fallimento – sulla carta – è stato scongiurato, come si traduce questo nella vita di milioni di cittadini?

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Quando il linguaggio del terrore è un gioco da ragazzi

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«La scrittura ha soprattutto a che fare con la responsabilità»: questa dichiarazione di Giorgio Vasta va letta, dal suo punto di vista, come capacità dello scrittore di prendersi cura della storia che sta raccontando e delle parole che sta usando per farlo; di controllare un mondo pieno di variabili e imprevisti quale è quello della scrittura, assumendosi il rischio di una sfida al refuso dalla quale uscirà inevitabilmente sconfitto. Dal punto di vista del lettore de Il tempo materiale, invece, questa frase è una chiave di interpretazione della storia e, soprattutto, la conferma di un’impressione: quella secondo cui l’autore di questo romanzo si è preso la responsabilità di ogni singola sillaba scritta.Continua a leggere…

Quote rosa in hotel: quando le donne scelsero la carriera


marthaEsattamente 110 anni fa, il 2 marzo del 1903, apriva i battenti sulla 30esima strada a New York il Martha Washington Hotel, primo albergo pensato per accogliere donne lavoratrici, sia per brevi periodi sia per soggiorni più stabili. Le donne cominciavano a fare i primi passi nel mondo del lavoro e non era facile trovare una sistemazione abitativa che prevedesse una signora sola, svincolata dal tradizionale ruolo di angelo del focolare. L’hotel, costruito dall’architetto Robert Williams Gibson, nacque proprio per ospitare donne indipendenti: artiste, insegnanti, impiegate e segretarie alloggiavano in una delle 416 stanze fra la quinta e la sesta Avenue a Manhattan. Gli uomini? Ammessi solo nella sala da tè e al ristorante. Il Martha Washington Hotel, inserito lo scorso anno nella lista degli edifici storici della Grande Mela, è rimasto fedele alla sua vocazione femminile fino al 1998; oggi è ancora un albergo, il King and Grove, aperto a tutti.