“Le ripetizioni”: il tempo immobile delle non scelte

Frammenti di pensieri, ricordi, conversazioni. Storie vissute o immaginate, sconnesse, disturbanti. Mario ha quarant’anni e si muove nel mondo come se la cosa non lo riguardasse: non sceglie, non prende una direzione, osserva e si osserva, analiticamente, ossessivamente. Cerca ricordi e analogie, si interroga, avanza ipotesi, quasi mai agisce. Viaggia molto in treno e in fondo questo è un altro modo per restare fermo: Mario si lascia cullare, si lascia trasportare avanti e indietro, sballottato tra due vite che se lo contendono, anzi tre.

Continua a leggere…

“Splendi come vita”, un groviglio di parole per raccontare il disamore

“Madre, Mamma” – ripete la scrittrice mentre riavvolge i ricordi di un’intera esistenza, il filo di un legame tormentato. Splendi come vita è una dolorosa dichiarazione d’amore verso la figura materna, evocata e invocata fino alla fine, è il resoconto di un rapporto sofferto, cercato, subito. Maria Grazia Calandrone torna alla propria infanzia, all’immagine della donna elegante e sorridente che l’ha adottata e che quasi subito, quando lei aveva quattro anni, le ha detto la verità. La ricostruzione parte da quel momento, lo segna come marcatore inesorabile di un prima e un dopo: la rivelazione ha effetti devastanti per la madre, convinta di aver perso l’amore della figlia. 

Continua a leggere…

“Adorazione”: l’adolescenza tra relazioni tossiche e sentimenti assoluti

La comunità assegna ruoli predefiniti: serve uno scatto, quasi sempre provocato da un elemento esterno, per liberarsi da una visione soffocante e ridefinire la propria identità e le proprie aspirazioni. È quello che accade nel romanzo d’esordio di Alice Urciuolo, Adorazione, ambientato nel piccolo centro di Pontinia. A muoversi per le strade di questa realtà di provincia sono adolescenti insicuri, sfrontati, avidi di emozioni eppure incapaci di esprimerle. La paura dello sguardo degli altri è sempre lì, nascosta dietro ogni gesto di conformismo o apparente ribellione. 

Continua a leggere…

“La figlia ideale”, l’esistenza negata nella Spagna franchista

Germán Velazquez Martín torna a casa dopo quasi quindici anni di esilio: era riuscito a lasciare la Spagna alla vigilia della caduta della Repubblica, ci ritorna negli anni Cinquanta, quando il Paese è nelle mani di Franco. Le strade di Madrid sono cambiate, così come le persone, ridotte a involucri senza sfumature: emozioni e comportamenti vengono passati al setaccio dall’occhio vigile della comunità, non c’è spazio per condotte estranee al rigido cattolicesimo di Stato, figurarsi per slanci di ribellione. Eppure, Germán prova a restare fedele alla propria storia, alla propria vocazione, agli insegnamenti del padre: da lui, morto in una cella franchista, eredita la passione per la psichiatria e il profondo rispetto per i pazienti. “Mio padre – racconta – ha combattuto contro Franco con tutte le sue forze. Dopo la guerra, l’hanno sbattuto in prigione, condannato a morte, ma prima, quando io avevo tredici anni, mi ha insegnato che il fine non giustifica mai i mezzi. E io non ho dimenticato la lezione”.

Continua a leggere…

“Swing Low”: scrivere per curare il dolore

Mel Toews è un uomo anziano e fragile che si ritrova in ospedale senza sapere bene perché. Per tutta la vita ha fatto i conti con il disturbo bipolare e ora, stanco e confuso, guarda al passato cercando di mettere in fila i ricordi. Osserva, rimugina, annota pensieri su biglietti svolazzanti. Lo fa meccanicamente, ossessivamente, e noi lo seguiamo in quest’opera complessa di ricostruzione. Avanziamo nel suo mondo con circospezione, un po’ spaesati; poi, senza quasi rendercene conto, ci lasciamo cullare dalla sua voce e iniziamo a muoverci in un ambiente familiare: scopriamo il legame con l’amatissima moglie Elvira, il rapporto a volte complicato con le figlie, la passione per l’insegnamento. Pagina dopo pagina, il cumulo disordinato di appunti diventa un racconto coerente, colmo di dolore e bellezza: si entra a far parte della famiglia, si soffre per il peso sempre più soffocante della malattia, ci si emoziona per un gesto semplice di sostegno e conforto. 

Continua a leggere…

“La fortuna di Finch”: dal Canada all’Inghilterra, il terzo capitolo della saga di Jalna

Taciturno e solitario, Finch si fa largo a piccoli passi nella saga di Jalna, creazione della scrittrice canadese Mazo de la Roche. Questo ragazzo sensibile e discreto è il protagonista del terzo capitolo del ciclo dei Whiteoak, appena pubblicato da Fazi Editore. Dopo aver conquistato la fiducia e la benevolenza della capricciosa capostipite, Adeline, Finch si trova a fare i conti con la pesante eredità lasciata dalla donna e con le incognite della vita adulta.

Continua a leggere…

“Miss Austen”: due vite, un’unica biografia

Con Cassandra Austen, amatissima sorella di Jane, i lettori hanno un rapporto ambivalente: da un lato le devono l’unico ritratto dal vero della scrittrice, dall’altro non le perdonano la decisione di distruggere gran parte delle sue lettere. Quel gesto ha cancellato i pensieri più intimi e privati di Jane, lasciando solo pochi varchi per accedere alla sua vita.

Continua a leggere…

“L’erba di ieri”: le vite nascoste nell’ombra del passato

Frammenti di memoria, schegge di un racconto che procede per flash. È una scrittura sfilacciata quella dell’autrice austriaca Carolina Schutti. La protagonista del suo L’erba di ieri, Maja, emerge a fatica da un’infanzia nebulosa. Fuggita bambina da un Paese lontano, cresce con la percezione di un’appartenenza sfumata. Ricorda, confusamente, solo la madre: il suo volto, ormai sfocato, e le sue “frasi della buonanotte, le parole di conforto che ti cullavano come canti, la nostra isola linguistica dove abitavamo solo noi”.

Continua a leggere…