
Frammenti di pensieri, ricordi, conversazioni. Storie vissute o immaginate, sconnesse, disturbanti. Mario ha quarant’anni e si muove nel mondo come se la cosa non lo riguardasse: non sceglie, non prende una direzione, osserva e si osserva, analiticamente, ossessivamente. Cerca ricordi e analogie, si interroga, avanza ipotesi, quasi mai agisce. Viaggia molto in treno e in fondo questo è un altro modo per restare fermo: Mario si lascia cullare, si lascia trasportare avanti e indietro, sballottato tra due vite che se lo contendono, anzi tre.
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