“Tempi eccitanti”, i dolori della giovane Ava

Impossibile definire relazioni e sentimenti, impossibile dare una forma coerente ai pensieri. Con Tempi eccitanti, romanzo d’esordio dell’autrice irlandese Naoise Dolan, sprofondiamo nel mondo caotico e disincantato di Ava, giovane dublinese che dopo la laurea si trasferisce a Hong Kong. Non cerca fortuna, non ha progetti, la sua è una fuga da una realtà percepita come ostile. La terra d’approdo offre un lavoro malpagato come insegnante di inglese in una scuola privata e rapporti impersonali e alienanti.

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Georgette Heyer, la scrittrice innamorata del passato

Brillante e irresistibile la prosa di Georgette Heyer: un vortice che ci risucchia nell’Inghilterra della Reggenza, in un mondo di lady da compiacere, marchesi resi sprezzanti dalla propria posizione sociale e madri invariabilmente occupate a trovare un buon partito per le figlie. Chi ama lo stile e l’ironia (irraggiungibili) di Jane Austen non può che sentirsi a casa nelle pagine di Frederica: il romanzo procede spedito con una spregiudicatezza nuova che l’autrice, figlia del Novecento, può permettersi senza troppi timori. I riferimenti a Austen, d’altronde, ci sono senza essere smaccati né insistiti: un accenno qui e là per riconoscersi tra appassionati. 

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“Dappertutto è la felicità”, amore e lotta nelle lettere di Rosa Luxemburg

A colpire è la schiettezza, la semplicità con cui chi scrive delinea pensieri politici e sentimenti. Non usa costruzioni ardite Rosa Luxemburg nelle lettere che indirizza a compagni di vita o di lotta. Il suo stile è lineare e chiaro, va dritto al cuore delle cose. Il volume Dappertutto è la felicità raccoglie alcune lettere scritte dalla rivoluzionaria polacca in un lungo arco di tempo: dal 1895 al 1919. L’ultima missiva data 11 gennaio: pochi giorni dopo Luxemburg sarebbe stata uccisa insieme a Karl Liebknecht a Berlino nella repressione della rivolta spartachista.

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“Donne e potere”, una relazione complicata

Il discorso pubblico delle donne: un tabù sin dalle origini della tradizione letteraria dell’Occidente. Proprio da quella tradizione parte Mary Beard, accademica del Newham College di Cambridge, per raccontare quanto profondi siano i condizionamenti che pesano sull’immagine pubblica femminile. Il suo “Donne e potere” si basa su due conferenze tenute nel 2014 e nel 2017 e si apre con il primo esempio di un uomo che mette a tacere una donna: Telemaco che si rivolge alla madre, Penelope, invitandola a uscire di scena. “La parola spetterà qui agli uomini – le dice il figlio – a tutti e a me soprattutto, che ho il potere qui in casa”.

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“Un’estate con la Strega dell’Ovest” per ritrovarsi nelle piccole cose

“La cosa più importante è la forza di volontà. La forza di decidere da soli, la forza di rispettare fino in fondo le proprie scelte”. È questo il requisito fondamentale per diventare una “strega”: un addestramento difficile che mette da parte gli incantesimi per concentrarsi sulla conoscenza interiore e sul controllo delle emozioni. A iniziare questo percorso di determinazione e scoperta è Mai, tredicenne inquieta che non vuole più andare a scuola e, su suggerimento della madre, si trasferisce per poco più di un mese in campagna dalla nonna: una donna inglese arrivata in Giappone da giovane e rimasta lì per amore.

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Legami, scontri e gelosie: la storia di una famiglia nel mondo di Jalna

Una tenuta nell’Ontario, una famiglia eccentrica governata con piglio bonariamente tirannico dall’anziana capostipite, Adeline. Entriamo con naturalezza nel mondo scapestrato dei Whiteoak e nella loro residenza, Jalna, chiamata così in ricordo della città indiana in cui la stessa Adeline e suo marito Philip si conobbero da ragazzi. Impariamo a conoscere gradualmente i componenti del clan, dai figli ai nipoti: ognuno con i propri tic, tutti sospesi nell’attesa dell’eredità che spetterà a uno solo di loro.

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“Cambiare l’acqua ai fiori”, il dolore e la rinascita nei gesti di Violette

Violette si prende cura delle tombe, dei fiori e delle piante dell’orto, del dolore di chi si aggira tra i vialetti e spesso finisce nella sua casa-rifugio; annota i dettagli delle cerimonie funebri, così, anche a distanza di anni, può raccontare qualcosa di quel giorno a chi non c’era. Fa la guardiana di cimitero in un piccolo centro della Borgogna e una consapevolezza anima le sue giornate: “Se uno facesse solo quel che rientra nei propri incarichi la vita sarebbe triste”.

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