Italianità e politica: l’attrazione-repulsione che diventa vergogna

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The Heroine Who had Committed A Great Crime (© Elena Ray)

Se si prova repulsione per qualcosa, tendenzialmente è qualcosa che coscientemente fa una tale paura o provoca una tale sensazione di estraneità da desiderare che esso sia lontano, esteticamente inaccessibile, che poi equivale ad inesistente. In questo senso, trovo sia inesatto parlare di provare ribrezzo per la situazione politica (ed elettorale) italiana, soprattutto se consideriamo che questo concetto è intimamente intersecato a quello, almeno contemporaneo, di italianità. Mi sembra molto più efficace, piuttosto, parlare di vergogna. La vergogna porta con sé il germe del coinvolgimento carnale, dell’esposizione indesiderata ma incontrollabile e incontrovertibile. È qualcosa che sembra affondare nella direzione del pudore. La condizione vergognosa mi riguarda e non smette mai di far vibrare questo a-riguardo-di-me. Ecco in cosa si sta: non si può avere solo in repulsione l’italianità ed essere italiani, non ce la si cava smarcandosi per via della propria presunta superiorità esistenziale. Piuttosto si è nella vergogna di essere italiani, una vergogna che tocca nel vivo, nel vivo della carne che ne esce marchiata.

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Qatar: quando il potere trema davanti a una poesia

poetaSiamo tutti la Tunisia di fronte all’élite repressiva.
(Muhammad al-Ajami)

È per questo verso, scritto nel 2011, declamato in una riunione con amici e poi pubblicato su internet, che il poeta del Qatar Muhammad al-Ajami è stato condannato all’ergastolo dalla Corte di Doha; pena poi ridotta in appello, lo scorso febbraio, a 15 anni. L’accusa è quella di aver “incitato al rovesciamento del poter costituito” e aver “insultato l’emiro” Sheikh Hamad bin Khalifa al-Thani. Amnesty International ha lanciato un appello, rivolto al ministro dell’Interno del piccolo Paese del Golfo, perché liberi Al-Ajami, in carcere da oltre un anno per un reato di coscienza. Si profila una situazione imbarazzante per le autorità del Qatar, impegnate negli ultimi mesi a rilanciare l’immagine del proprio Stato come realtà moderna, tollerante e impegnata per la difesa dei diritti umani.

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Argo: se il sogno di Hollywood strega i guardiani della rivoluzione


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La vita, per tutte le sfacciate assurdità, piccole e grandi, di cui beatamente è piena, ha l’inestimabile privilegio di poter fare a meno di quella stupidissima verosimiglianza, a cui l’arte crede suo dovere obbedire.
(Luigi Pirandello, Avvertenza sugli scrupoli della fantasia)

Le parole con cui Luigi Pirandello difendeva la verosimiglianza del suo Il fu Mattia Pascal potrebbero benissimo essere applicate ad Argo, produzione americana che gioca (e vince l’Oscar come miglior film) con uno degli episodi più incredibili della storia recente. La regia pulita e rigorosa di Ben Affleck ricostruisce infatti il piano Canadian Caper, messo in piedi dalla Cia per portare in salvo fuori dall’Iran sei cittadini statunitensi sfuggiti all’assedio dell’ambasciata americana a Teheran il 4 novembre 1979. La gravissima crisi diplomatica fra Usa e Iran all’indomani della rivoluzione islamica – con la fuga oltreoceano dello scià Reza Pahlavi e l’insediamento al potere dell’ayatollah Khomeini – tocca il dramma, si tinge di farsa, sfiora la tragedia fino al colpo di scena e alla risoluzione finale.

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Santa Sofia, dove la Sapienza è bella come una dea

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(© CB)

Ogni monumento porta con sé l’impronta degli uomini che l’hanno costruito e accompagnato nel tempo. Una storia particolare, in questo senso, è quella della basilica di Santa Sofia, nella parte antica di Istanbul. Costruita nel VI secolo per volere dell’imperatore Giustiniano, ornata con lastre d’oro e argento, marmi e preziosi mosaici bizantini, ha rappresentato la cristianità per un millennio, fino alla caduta di Costantinopoli per mano del sultano Mehmet II. Fu lui, il giorno stesso della conquista, il 29 maggio 1453, a far pronunciare il primo sermone che l’avrebbe trasformata in moschea. Santa Sofia è rimasta un luogo di culto fino al 1935, quando è diventata un museo per volere di Atatürk, ma – contrariamente a quanto si potrebbe pensare – non è mai stata consacrata ad alcun santo.Continua a leggere…

Ankara, una fiera dell’educazione per formarsi all’estero

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(© CB)

Decine di stand, centinaia di ragazzi, brochure, cataloghi informativi. Per un giorno uno dei più esclusivi hotel di Ankara si è trasformato nella cornice della Fiera internazionale dell’educazione: appuntamento che riunisce rappresentanti delle più prestigiose università del mondo per offrire agli studenti importanti opportunità formative all’estero. Un’occasione annuale che nelle prime due settimane di marzo tocca le principali città turche, da Istanbul ad Ankara, passando per Bursa e Smirne. L’obiettivo? Permettere ai ragazzi turchi di guardare a possibilità di master e corsi universitari oltre confine. L’Italia era presente nella capitale con la Cattolica e lo Ied di Milano, che ogni anno mettono a disposizione degli studenti stranieri numerose borse di studio.

Celebrare le donne salvando loro la vita: Emergency ad Anabah

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©Monika.S.Jakubowska & photography

Una celebrazione alternativa della Giornata Internazionale della Donna quella di ieri sera a Bethnal Green, Londra, grazie ad Emergency UK.
Al The Gallery Cafe, locale vegetariano-vegano gestito dai volontari della St. Margaret House Charity, un nutrito gruppo di persone ha potuto condividere l’esperienza di Eleonora, ostetrica Emergency appena rientrata dal Centro di Maternità di Anabah, Afghanistan. Generosa nel raccontare le sue giornate al Centro, le difficoltà generate dall’impatto con una cultura diversa e particolarmente ingiusta nei confronti delle donne, la gioia di poter fare la differenza per molta gente, ogni giorno, Eleonora ha regalato una “festa della donna” finalmente piena di senso, di condivisione e di speranza.Continua a leggere…

Giornata Internazionale della Donna 2013: cosa dobbiamo ricordare, contro cosa dobbiamo lottare

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Barbara Sukowa interpreta Rosa Luxemburg nel film di Margarethe Von Trotta (1986)

Nel corso degli anni l’8 marzo ha subito un processo di svalutazione, come la moneta o il titolo di studio. Oggi è, per molti, un’altra delle feste commerciali, di origine vagamente anglosassone, in cui i fiorai fanno orario continuato e ristoranti e pub approntano menu speciali, sperando di poter, per un giorno, allentare la morsa della crisi economica.
In realtà, le origini di questa celebrazione sono tutt’altro che commerciali, e tutt’altro che anglosassoni: dimentichiamo la storia del rogo di donne operaie alla fabbrica Cotton di New York, e cambiamo totalmente prospettiva, passando dalla produttiva America del primo Novecento alla Russia rivoluzionaria.Continua a leggere…

Camera da (e)letto: quel pudore che rende il voto segreto

C’è una relazione intima tra la camera da letto e la cabina elettorale? Appare con una certa evidenza, in effetti, come il movimento all’atto sessuale e quello all’atto votante convivano di un’analogia, forse meno sottile di quanto sembri sulle prime. Partiremo da un fenomeno estetico comune a entrambe le dinamiche: il pudore. Diciamo estetico e non morale perché è delle manifestazioni del pudore, e non tanto dei valori a esso sottesi, che si va tentando un’analisi. Il pudore (e la vergogna) è un affetto gemellato con il desiderio: erotismo e suo nascondimento si alimentano l’uno della pulsazione dell’altro, proprio nella misura in cui proviamo attrazione senza poterla confessare, almeno non completamente, meno che mai a noi stessi.

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